Rifiuti. Il Consiglio comunale di Capistrello contro il presidente Segen

Alessandro Biancardi

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CAPISTRELLO. Poteva essere un’occasione di dialogo e confronto per fare il punto sulla situazione della raccolta differenziata a Capistrello, con specifico riferimento alla crisi che sta investendo la Segen, ditta incaricata del servizio.

Ma si è risolta con un nulla di fatto. Il confronto, infatti, non c’è stato perché il presedente della Segen, Fernando Capone, ha disertato la seduta di Consiglio comunale di Capistrello, dove era stato invitato proprio dall’amministrazione comunale.

Una defezione che ha mandato su tutte le furie Alfio Di Battista,
capogruppo del Pd in Consiglio comunale, e tutta l’amministrazione di Capistrello.

All’ordine del giorno del Consiglio c’era l’approvazione del rendiconto 2009, nell’ambito della procedura di dissesto economico finanziario, a cui ha fatto seguito la trattazione della questione rifiuti. A tal fine era stato convocato il presidente Segen Fernando Capone che all’ultimo momento ha ritenuto, però, di non partecipare.

Il Consiglio comunale all’unanimità ha stigmatizzato duramente l’accaduto.

«Con senso di responsabilità, in questo momento di gravi difficoltà economiche per Segen, d’accordo con gli altri sindaci interessati avevamo convocato il dottor Capone – afferma il sindaco Antonino Lusi – per discutere insieme al Consiglio le motivazioni e le possibili soluzioni di una società in crisi. L’assenza di Capone – aggiunge il primo cittadino - è un gesto che dimostra la scarsa sensibilità per l’interesse pubblico a trovare soluzioni condivise ma, soprattutto, idonee a risanare i debiti e a fornire un servizio migliore».

La Segen, infatti, nell’ultimo periodo ha dichiarato un disavanzo di circa 600.000 euro le cause del quale, tuttavia, non risultano affatto chiare agli amministratori di Capistrello e degli altri Comuni che usufruiscono del servizio.

«Da mesi stiamo procedendo, anche con il sostegno delle minoranze consiliari – continua Antonino Lusi - a un rigoroso controllo delle società partecipate come imposto dal ministero dell’Interno nell’ambito della procedura di dissesto – continua il Sindaco – Oggi, di fronte agli aumenti delle tariffe del 25-30% richiesti da Segen abbiamo l’obbligo, a nome di tutti i cittadini, di fare chiarezza sulla gestione in perdita e sulla qualità del servizio».

I presunti disavanzi di cassa della Segen hanno infatti reso necessario un vertiginoso aumento delle tariffe per i cittadini, che potrebbe comportare un aumento della tassa fino al 25-30% per poter anche minimamente rimpinguare le casse della società.

Questione che doveva essere analizzata in Consiglio comunale, ma poi saltata a causa dell’assenza del presidente della Segen.

Al termine di un lungo e accesso dibattito, la seduta consiliare si è conclusa con un ordine del giorno, approvato all’unanimità, indirizzato all’Assemblea dei soci Segen al fine di valutare tutte le azioni possibili per la tutela degli interessi pubblici e il rispetto della legge fino a chiedere le dimissioni dell’attuale Consiglio di Amministrazione.

 01/02/2011 10.01