I beni della Banda della Magliana e della Camorra affidati a Forestale e Guardia di Finanza

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sono stati consegnati alla Forestale e alla Guardia di Finanza gli immobili che sarebbero riconducibili ad esponenti della banda della Magliana e della Camorra.

Appartamenti, ville, terreni un tempo appartenute alla criminalità organizzata possono diventare una occasione di sviluppo affidando quegli stessi spazi a iniziative sociali ma anche alle forze dell'ordine.

Con provvedimento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, due appartamenti e un garage a Pescasseroli, di proprietà di Enrico Nicoletti, presunto cassiere della banda della Magliana, sono stati mantenuti al patrimonio dello Stato per motivi di ordine pubblico e consegnati alla Guardia di Finanza.

Gli immobili si trovano presso il residence Erica, in località Colli Bassi alla periferia di Pescasseroli. Nel 2001, 10 dei 18 beni confiscati in Abruzzo appartenevano tutti a Nicoletti, e cointestati anche a S. G., tutte tra Tagliacozzo,Ovindoli, Pescasseroli.

In una recente intervista della scorsa primavera a L'Espresso Nicoletti, che oggi ha 75 anni e vive in libertà, ha  smentito di essere stato un boss: «ero il re di Roma», ha raccontato. «Io non sono mai stato il cassiere della banda della Magliana. Nelle condanne non c'è scritto e adesso persino il procuratore generale se l'è rimangiato. Non avevo bisogno di loro. Quando a Rebibbia ho conosciuto Renatino De Pedis lui si è messo a disposizione. Mi faceva il caffè, mi lavava i calzini: mi ascoltava come se fossi un oracolo». Eppure nel mandato di cattura a suo carico, il giudice Lupacchini scrisse: «Nicoletti funziona come una banca, nel senso che svolge un'attività di depositi e prestiti e attraverso una serie di operazioni di oculato reinvestimento moltiplica i capitali investiti dell'organizzazione».

Sempre com provvedimento delle ultime ore l'Agenzia ha stabilito che un appartamento e un garage di proprietà di Ferdinando Cesarano, a Pescocostanzo, siano destinati sempre al patrimonio dello Stato e assegnati al Comando provinciale dell'Aquila del Corpo forestale dello Stato, anche se il provvedimento dell'Agenzia nazionale deve concludere l'iter di notifica.

Cesarano, uno dei luogotenenti del clan facente capo a Carmine Alfieri, divenne noto alle cronache per la clamorosa fuga avvenuta nel 1998 dall'aula bunker di Salerno insieme a Giuseppe Autorino. Ferdinando Cesarano è stato nuovamente arrestato nella notte del 10 giugno 2010 mentre era nella sua villa a Torre Annunziata.

La situazione aggiornata a novembre del 2010 parla di 44 immobili confiscati complessivamente in Abruzzo: 18 a L’Aquila, 1 a Chieti, 3 a Pescara e 22 a Teramo. Di questi 9 sono stati dati in gestione e 35 già destinati e consegnati.

25/01/2011 16.57