Rubygate, la rivolta del parroco: «lutto per il paese». Pdl: «blasfemo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5501

Rubygate, la rivolta del parroco: «lutto per il paese». Pdl: «blasfemo»
AVEZZANO. «Lutto per il paese, umiliato da un premier immondo, affarista e licenzioso». (Foto: Antonio Oddi) * ANCHE DUE RAGAZZE ABRUZZESI ALLE CENE DI ARCORE

Recita così un manifesto mortuario affisso davanti alla chiesa di Antrosano, dal parroco della frazione di Avezzano, don Aldo Antonelli, alla luce degli scandali legati "caso Ruby".

Antonelli non ha preso troppo bene le notizie che stanno emergendo in questi giorni sull'inchiesta della procura di Milano che ruota intorno a un presunto giro di prostituzione e vede indagati il giornalista Emilio Fede, la consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti e l'agente dei vip Lele Mora. In quell'inchiesta è finito anche il premier indagato a sua volta per prostituzione minorile e concussione.

Il parroco utilizza nei confronti del capo del governo parole forti e cariche di rabbia e ritiene che il paese sia «sequestrato da un'economia forzata e forcaiola imbavagliato da una tv servile e cortigiana».

Nella seconda parte del manifesto mortuario il prete se la prende anche con la Chiesa che definisce «connivente e concubina, muta e imbavagliata sensale e mercenaria».

Ma questa non è la sola iniziativa del parroco di Antrosano che sta decidendo se celebrare o no la funzione domenicale la prossima settimana.

«Lo scandalo – sostiene il prete - è talmente acclarato e invasivo ed eversivo che solo dei gesti eclatanti e clamorosi possono destare il risveglio e riscattare la Chiesa dal suo silenzio ibernale e, a questo punto anche, mafioso».

Don Aldo è noto per le sue 'uscite' sempre fuori dagli schemi. Negli anni scorsi aveva scritto al ministro della Cultura Sandro Bondi protestando per «l' inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie dItalia. Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo», scrisse, «e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.

Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato».

A luglio scorso ha scritto invece una missiva al cardinal Bertone per chiedere perchè avesse preso parte ad una cena a casa di Bruno Vespa («una casa trasformata in zoo», disse) alla quale parteciparono anche Geronzi, Casini, Letta, Berlusconi.   

 20/01/2011 17.42

VERRACCHIA (PDL): «PROPAGANDA POLITICA E BLASFEMIA»

«Passino le ormai abituali invettive del 'compagno' don Aldo Antonelli nei confronti di Silvio Berlusconi, quello che pero' appare davvero intollerabile e' l'uso personalistico di un pulpito a fini di propaganda politica», commenta il coordinatore provinciale del Pdl, Massimo Verrecchia. «Ancor piu' gravi e diremmo blasfeme - aggiunge Verrecchia - le parole che l'esponente del Clero rivolge alla Chiesa. Se non altro, per il rispetto che si deve ai parrocchiani ci aspettiamo, dopo le numerosissime richieste a noi giunte di persone indignate in quella parrocchia, che tale condotta venga censurata e che lo stesso Antonelli, che ha preso 'i voti' per vestire l'abito talare, indossi ora, dimostrando coerenza, quello piu' consono di 'protestante'».

21/01/11 12.11