Detenuto si impicca nel carcere di Sulmona

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Ieri sera un detenuto egiziano ristretto nel carcere di Sulmona si è suicidato.

SULMONA. Ieri sera un detenuto egiziano ristretto nel carcere di Sulmona si è suicidato.

L’ennesimo suicidio, il terzo in tutta Italia solo dall'inizio dell'anno, nel penitenziario abruzzese che negli anni si è 'guadagnato' l'amaro soprannome di 'carcere dei suicidi'.

Tawfik Mohammed, 71 anni proveniente dalla libertà vigilata era ristretto da due mesi. Nella serata di ieri si è impiccato nella sua cella e quando gli agenti sono arrivati era ormai troppo tardi. Nel 2010, invece, nel supercarcere si sono contati 2 suicidi, 14 tentati suicidi, e oltre 28 aggressioni a danno del personale.

«Da tempo abbiamo posto il problema dell'inadeguatezza strutturale della sezione internati a Sulmona», commenta Eugenio Sarno, segretario nazionale della Uil-pa Penitenziari, «per questa tipologia di reclusi occorrono ambienti ben diversi. Purtroppo al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, evidentemente, sono distratti dalla fregola edificatrice per interessarsi di cose reali».

La Uil Pa Penitenziari sottolinea le gravi carenze organiche e, soprattutto, gli scarsi finanziamenti:

«il Governo ha inteso ribadire lo stato di emergenza per le carceri. Ci pare un atto di assoluta ipocrisia. A cosa serve dichiarare lo stato di emergenza quando non solo  si depauperano gli organici dei poliziotti penitenziari per inviarli a fere servizio nelle comode poltrone dei palazzi romani ma non si da corso alle promesse e annunciate assunzioni ? A cosa serve dichiarare – prosegue Sarno – lo stato di emergenza quando si operano tagli lineari del 30%  ? I fondi stanziati dal Governo portano a poco più di 3 euro la somma per garantire il vitto quotidiano  ai detenuti (colazione, pranzo e cena)».

«La vita nelle carceri italiane è durissima con un sovraffollamento molto alto, quasi il doppio della capienza consentita, ma nel carcere di Sulmona diventa infernale, poi la sezione internati è veramente impressionante», commenta anche Giulio Petrilli, responsabile provinciale del Pd del dipartimento diritti e garanzie).

«I detenuti dovrebbero lavorare, ma non c’è lavoro e per i pochi che hanno questa fortuna ci sono stipendi mensili che variano dai trenta ai settanta euro. L’assistenza sanitaria è praticamente nulla. A fronte di quattrocento detenuti, metà dei quali con patologie psichiche, c’è un solo psichiatra part time».

A settemvre Petrilli scrisse al Ministro della Giustizi Alfano, affinché andasse a Sulmona a verificare di persona la vita nel carcere. «Non ho avuto nessuna risposta e nessuna visita del Ministro è avvenuta», chiude amareggiato Petrilli.

 20/01/2011 14.08

DISPOSTA L'AUTOPSIA

E' stato fissato per domani pomeriggio l'esame autoptico sul corpo di Mahmoud Tawfic. Lo ha deciso il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, Federico De Siervo, che ha affidato l'esame all'anatomopatologo, Ildo Polidori.

Al medico legale è stato chiesto di accertare le cause che hanno portato al decesso del detenuto. Secondo il primo sopralluogo effettuato dalla polizia scientifica del commissariato di Sulmona, nella immediatezza del fatto, Mahmoud Tawfic, che era affetto da problemi psichici, si sarebbe impiccato alla grata della sua cella utilizzando un lembo del lenzuolo. Il detenuto stava scontando un periodo di casa di lavoro che gli era stato assegnato dal giudice di Sorveglianza nel mese di dicembre perché ritenuto socialmente pericoloso. Il detenuto era uscito dal carcere nel giugno del 2010 dopo aver scontato una lunga pena, trascorsa proprio nel carcere di Sulmona.

20/01/11 16.34