Codannato commerciante di Tornimparte per concessione edilizia frutto di illecito

Alessandro Biancardi

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TORNIMPARTE. Il Tribunale di L'Aquila ha condannato in primo grado un commerciante di Tornimparte, frazione Piè la Costa, responsabile di aver violato le norme in materia urbanistica.

Condanna a 20 giorni di reclusione (il pm ne aveva chiesti 12), 12mila euro di ammenda, 4 mila euro di risarcimento alla parte civile, e l'opera tirata su da demolire. E' questa la condanna inflitta ad un commerciante, L.E. le sue iniziali, dal giudice Giuseppe Romano Gargarella del tribunale del capoluogo di regione lo scorso 23 luglio per fatti che risalgono all'estate del 2006.

L'opera era stata realizzata grazie "all'interessamento" di un membro della Commissione Edilizia del Comune di Tornimparte, allo stesso tempo anche titolare della ditta alla quale era stata affidata l'esecuzione materiale dei lavori. Su questo aspetto si è aperta una inchiesta parallela che si è però chiusa con un nulla di fatto, causa prescrizione...

In base agli accertamenti tecnici disposti nel corso del dibattimento si è accertato che l'immobile non poteva essere autorizzato in base alle previsioni del Piano regolatore del Comune. L'immobile, una costruzione ex novo, infatti non rispetta né le distanze dal confine con il vicino (22 centimetri rispetto al limite minimo di 5 metri consentito) né l'altezza massima richiesta. «Pur se pienamente acclarata la non legittimità dell'opera», scrive il giudice Gargarella, «non è ancora sufficiente per arrivare ad un giudizio di penale responsabilità».

Il manufatto in questione, infatti, aveva un provvedimento autorizzativo, così come prescritto dalla legge, ma proprio su questo documento si è soffermata l'attenzione del Tribunale: «sono emersi», si legge ancora nella sentenza, «fatti concreti a carico di L.F., componente della commissione edilizia comunale che nella seduta del 20 febbraio del 2003 espresse parere favorevole in relazione al progetto».

Ma, continua il giudice «L.F., risultò poi essere il soggetto titolare della ditta edile incaricata dall'imputato di eseguire i lavori». Su questo reato (abuso d'ufficio) è piovuta la prescrizione (sentenza 1° febbraio del 2010 del gup dell'Aquila «non doversi procedere per essere il reato estinto per prescrizione»).

«In ogni caso», scrive ancora il giudice, «gli elementi ora esaminati fanno necessariamente ritenere che il parere favorevole fu frutto dell'azione di L.P., che pur se non era il solo componente, certamente indirizzò gli altri componenti in maniera da avere un atto favorevole al suo cliente».

Per questo motivo il giudice ritiene la concessione rilasciata «frutto di attività illecita» e quindi «non esistente dal punto di vista giuridico».

La pena di 20 giorni di reclusione è stata sospesa «sostanziale incensuratezza» dell'imputato. L'immobile dovrà essere demolito, ai vicini andranno 4 mila euro per il danno subito.

 a.l.  07/09/2010 12.17