L'Aquila riparte dall'Auditorium di Renzo Piano

Alessandro Biancardi

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TRENTO. E' stato presentato ieri dall'architetto Renzo Piano il progetto per l'auditorium dell'Aquila, che sarà donato dal Trentino.*OPERE D'ARTE NEI PALAZZI PUBBLICI RICOSTRUITI, PRIMA VITTORIA

All'iniziativa che si è svolta a Trento erano presenti il sindaco Massimo Cialente e l'assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, il sindaco e il dirigente della Protezione civile della Provincia Raffaele De Col.

Venerdì è stato pubblicato l'avviso di gara europea per la costruzione di questa importante opera pubblica dedicata alla musica, che sarà realizzata nei pressi del Castello del capoluogo abruzzese e che andrà ad aggiungersi all'altro auditorum, quello donato alla città dal Giappone.

«Il progetto rientra nel rapporto di collaborazione avviato dal Trentino con L'Aquila e alcuni comuni vicini - ha detto Dellai - ; per noi solidarietà significa senza dubbio intervenire nell'emergenza, come abbiamo fatto, ma proseguire poi anche nella fase della ricostruzione, quando i riflettori mediatici si sono spenti».

COME SARA' LA STRUTTURA

Un grande cubo in legno d'abete "firmato" da Renzo Piano, suggerito dal maestro Claudio Abbado e finanziato dal Trentino. E' il nuovo Auditorium del Castello, denominato dall'architetto genovese "Modulo ad uso concertistico provvisorio".

Il progetto, alla cui realizzazione la Provincia autonoma di Trento contribuisce con 6 milioni di euro, è stato approvato dal Comitato tecnico amministrativo dei lavori pubblici e della protezione civile nello scorso settembre mentre una determinazione del dirigente del Dipartimento Protezione Civile e Infrastrutture del 7 dicembre scorso ha dato l'avvio alla procedura di appalto. L'opera sorgerà all'interno del cinquecentesco Forte Spagnolo che ospitava, in un auditorium da 240 posti ora inagibile a causa delle lesioni alle strutture provocate dal sisma, l'attività sinfonica della Società Baratelli. 

Dopo il sisma, la Provincia si era impegnata, accanto alle opere di realizzazione dei villaggi (420 alloggi), interventi di prevenzione, sistemazione delle reti e l'assistenza a 600 persone, a realizzare anche un'opera significativa e qualificante a simbolo della rinascita culturale e sociale del capoluogo abruzzese. La prima idea di realizzare un auditorium temporaneo è del maestro Claudio Abbado, che ne parlò dopo aver diretto, nel giugno dello scorso anno a L'Aquila, un concerto con l'Orchestra Mozart.

L'edificio è formato da tre distinti volumi in legno a forma di cubo tra loro collegati: il primo cubo - cuore del progetto - ha un lato di 18 metri ed ospiterà l'auditorium (capienza 238 spettatori e 40 orchestrali). Il modulo è caratterizzato dall'essere inclinato di 30 gradi: al suo interno la gradonata che ospita il pubblico è collocata sulla faccia inclinata, permettendo così di avere una visibilità ottimale. La sala sarà di colore rosso, alludendo all'energia, alla musica e alla gioia di stare insieme.

Ai lati del cubo principale, gli altri due cubi, più piccoli, che ospiteranno il foyer e i camerini di musicisti e artisti.

I tre cubi di Piano appaiono come tre dadi gettati "casualmente" all'interno dell'area, e creano nel rapporto tra essi uno spazio-piazza attrezzato per eventi anche esterni.

A parte la soletta in cemento armato, appoggiata a sua volta su 16 pilastri in cemento muniti di isolatori elastomerici in grado di assorbire le sollecitazioni sismiche orizzontali (così costruito, l'auditorium avrebbe resistito al sisma del 6 aprile 2009), l'intera struttura è costruita in legno. Una scelta precisa legata alle proprietà acustiche e antisismiche del legno, alla "naturalità" del rapporto materico con la pietra del Castello, al suo essere rinnovabile e quindi ecosostenibile.

Nelle immediate vicinanze dell'auditorium verranno tra l'altro piantati 200 alberi, numero uguale a quello necessario per realizzare la cubatura principale dell'edificio.

ATTENZIONE ALL'ASPETTO ACUSTICO

Particolare è stata l'attenzione posta all'aspetto acustico, per il quale i progettisti si sono avvalsi dei suggerimenti di un "luminare" del campo, l'ingegnere tedesco Helmut Mueller. Le facciate interne dell'auditorium sono costituite da pannelli in legno caratterizzati da una serie di fresature acustiche; sono inoltre previsti pannelli in legno di abete di risonanza della Valle di Fiemme posti sia sulle pareti che sul soffitto con funzione di assorbimento e rifrazione del suono.

Anche la struttura esterna del grande cubo è costituita da un reticolo di travi in legno d'abete lamellare tamponato su entrambi i lati da pannelli tipo X-Lam anch'essi in abete - quasi una doppia pelle dell'edificio - distanziate dalla struttura e colorate in modo diverso in tonalità pastello utilizzando pigmenti naturali. La definizione del tipo di legno è stata decisa con l'Istituto Ivalsa-Cnr di San Michele all'Adige diretto dal professor Ario Ceccotti. Ogni colore corrisponde a un tipo di doga, ogni doga sarà marchiata a fuoco con un segno distintivo.

Un edificio disegnato nei più piccoli dettagli, insomma, a garanzia della qualità costruttiva finale e frutto del lavoro del gruppo misto costituito dalla Giunta provinciale, nel quale, accanto ai progettisti del Renzo Piano Building Workshop, figurano il Dipartimento Protezione civile provinciale (con Raffaele De Col responsabile del procedimento), il Servizio Prevenzione Rischi, il Servizio Geologico, l'Ivalsa-Cnr, l'Itea Spa ed alcuni studi ingegneristici.

Per permettere l'avvio immediato della procedura di gara d'appalto, si è deciso di tenere contemporaneamente in sospeso il completamento, che sarà a cura del Comune de L'Aquila, di alcune aree contenute nel cubo 2 (foyer) e 3 (camerini).

ll progetto è già stato approvato dal Ministero per i Beni culturali, dalla giunta comunale di L'Aquila e dai Vigili del fuoco.

L'appalto è a corpo, aggiudicato mediante l'offerta economicamente più vantaggiosa. L'impresa che si aggiudicherà la realizzazione dell'opera (180 i giorni concessi per ultimarla) dovrà garantire che il cantiere possa essere utilizzato anche come area formativa per studenti e architetti, che potranno seguire lo sviluppo dei lavori svolgendo un ruolo attivo, organizzando ad esempio info point. I progettisti organizzeranno anche work shop sul campo.

L'AQUILA E TRENTO SEMPRE PIU' UNITE

Il sindaco de L'Aquila Cialente ha ricordato che l'Abruzzo, dopo il terremoto, ha ricevuto la solidarietà di tutto il Paese, ma mai come quella del Trentino. «Le prime case ricostruite, quelle di Onna, sono state realizzate dai trentini, e ad esse sono seguite molte altre opere. Poi è avvenuto il miracolo: ricordo ancora con emozione quando Renzo Piano venne a presentarci questo progetto in Comune. L'Aquila ha sempre avuto nella cultura uno dei suoi momenti fondanti; tutti ne sentono il bisogno, soprattutto i giovani. Il 'vostro' Auditorium sorgerà accanto alla porta Nord che dà ingresso alla città. Per noi ha un valore simbolico, perché il nostro sforzo maggiore adesso è quello di recuperare il centro storico».

Per il 6 di aprile si partirà col cantiere: poi ci vorranno sei mesi circa di lavori. «Se tutto va bene per il novembre del 2011 l'opera sarà conclusa».

In cantiere ci saranno anche giovani di Trento e de L'Aquila. Quest'opera diventerà insomma anche un luogo di apprendimento, come previsto dal bando di concorso. Il progetto in sintesi è quello di un edificio strutturato come una grande cassa armonica, a piani inclinati, di venti metri per venti. Terrà circa 250 posti.

Sarà un luogo dove la musica potrà vivere, espandersi. Accanto alla 'cassa armonica' ci saranno anche altri due piccoli edifici per i servizi, con una sala per incontri, uffici e lo spazio necessario per un bar. Questa insomma diventerà una vera e propria 'piazza' de L'Aquila.

22/12/2010 11.27

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OPERE D'ARTE NEI PALAZZI PUBBLICI RICOSTRUITI, PRIMA VITTORIA

 

L'AQUILA. Ha avuto pieno successo l’Appello lanciato un paio di mesi fa dal Tavolo della Ricostruzione Artistica, costituito nell’Assemblea cittadina di Piazza Duomo, per la piena applicazione della legge 717/1949, rivitalizzata a livello nazionale con le linee guida emanate con Decreto 23 marzo 2006.  

L’appello – pienamente condiviso e sottoscritto da numerose Accademie d’arte (dalla Brera di Milano a quella di Catania), artisti, storici e critici d’arte, musicisti, architetti, ingegneri e tantissimi altri operatori nel settore dell’arte e della cultura – è stato prontamente recepito dall’amministrazione civica di L’Aquila. Un’apposita delibera esecutiva appena approvata ha reso operativa la citata normativa statale che regola l’applicazione della Legge “Arte negli edifici pubblici” che prevede la realizzazione di opere d’arte nella maggior parte delle Opere Pubbliche realizzate ex novo o ristrutturate e ampliate, senza spese aggiuntive al costo iniziale del progetto.

La legge consente agli artisti di concorrere ad armi pari e al tempo stesso garantire alle amministrazioni pubbliche un prodotto selezionato di qualità, visto che l’individuazione degli artisti e delle opere d’arte avviene attraverso un pubblico concorso in genere di carattere nazionale.

La novità di questa legge è che nel 2007, il Ministero delle Infrastrutture e della Soprintendenza ai beni storici artistici hanno arricchito la legge con delle linee guida che la rendono funzionale all’esperienza artistica contemporanea, prevedendo opere progettate specificatamente per i luoghi prescelti attraverso il coinvolgimento degli artisti già nelle fasi preliminari del progetto, i cui progettisti: architetti, ingegneri, artisti, lavorano insieme alla realizzazione del progetto generale ognuno per le proprie competenze e con pari dignità professionale – l’inosservanza della legge attualmente rende l’edificio non collaudabile.

La delibera, oltre che per la “ricostruzione artistica” dell’ingente patrimonio pubblico distrutto dal sisma del 6 aprile, costituirà pertanto un punto di riferimento per le altre amministrazioni statali e locali dell’intero Abruzzo.

Le obbligatorie procedure concorsuali, gestite in primis da una Commissione giudicatrice di cui fanno parte anche rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e della Soprintendenza ai BAS, garantiranno quell’indispensabile selezione degli artisti nazionali e internazionali che parteciperanno ai bandi che saranno di volta in volta emanati.

Sarà uno degli edifici pubblici più cari agli aquilani, il Teatro Comunale, a beneficiare per primo dell’arricchimento estetico con opere d’arte contemporanea, su sollecitazione dell’amministrazione civica, dell’importo del 2% della spesa prevista di circa 7 milioni di euro. Tutto ciò significa che la città dell’Aquila, a ristrutturazione terminata, oltre a riavere il suo Teatro, avrà in più nel suo contesto architettonico opere d’arte contemporanea per il valore di circa 140.0000 euro.

Ma cifre a parte, quel che conta per il Tavolo della Ricostruzione Artistica è «il ripristino del rispetto dell’applicazione di una legge sino ad oggi tenuta nel cassetto dalle pubbliche amministrazioni, rispetto che consentirà anche agli artisti aquilani e abruzzesi di partecipare ai tantissimi concorsi che saranno indetti nell’immediato futuro, dato l’elevato numero di edifici pubblici su cui intervenire».

22/12/2010 11.35