Borse lavoro per disoccupati Provincia de L'Aquila, «lo stipendio arriva con sei mesi di ritardo»

Alessandro Biancardi

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LA DENUNCIA. L'AQUILA. Borse lavoro della Provincia de L'Aquila, i soldi arriveranno solo a lavoro concluso, con molto ritardo, quindi, a causa di 'guasti tecnici'. La rabbia di 280 giovani lavoratori precari.

La storia la racconta a PrimaDaNoi.it Alessandra, una ragazza di 29 anni che lavoro come educatrice a Sulmona proprio grazie ad una borsa lavoro della Provincia per giovani disoccupati (progetto Por), della durata di 6 mesi.

Percepisce 500 euro al mese per un totale di 80 ore mensili, eventuali permessi per malattie non sono retribuiti, ma vanno "recuperati" successivamente, altrimenti non verranno pagati.

Ha iniziato a lavorare il giorno 15 settembre. «Avrei dovuto percepire il primo stipendio utile il 27 novembre scorso», racconta, «ma a causa di un "guasto tecnico" la Provincia ha fatto sapere che il primo stipendio (del mese di settembre, quindi di soli 250 euro) arriverà il 22 dicembre».

Il ritardo, in realtà, non sarebbe stato annunciato dall'ente provinciale ma i ragazzi hanno dovuto personalmente telefonare più volte per capire come mai lo stipendio non fosse stato ancora accreditato.
Perché questo ritardo? Che tipo di problema c'è? «Loro mi hanno detto che si è trattato di un "guasto tecnico" che non ha permesso di pagare gli stipendi il giorno 27 novembre, dicendo che tutti i dipendenti della Provincia si trovavano nella stessa situazione».

In realtà, alcuni dipendenti avrebbero riferito proprio alla giovane lavoratrice che la Provincia stessa avrebbe accreditato stipendio e tredicesime prima del 22 dicembre prossimo.

«Ho provato ad essere comprensiva», racconta ancora Alessandra, «per quel che riguarda il cosiddetto "guasto" che avrebbe slittato gli accrediti di 10 giorni». Ma alla notizia che lo stipendio di ottobre sarebbe arrivato addirittura il 27 gennaio (con un mese di ritardo), la rabbia è salita.

«Siamo stati "costretti"», racconta ancora la ragazza, «ad aprire un conto bancario/postale per ricevere gli stipendi, sebbene le spese da fronteggiare non risultino a noi "convenienti" essendo questo un lavoro con scadenza breve. Siamo nel periodo natalizio, lavoriamo da 3 mesi affrontando ogni giorno i viaggi per recarci nel posto di lavoro a nostre spese (dista 20 km) ed abbiamo anche dovuto aprire un conto postale che ora è già in rosso, non avendo ancora percepito un centesimo».
«Se mi avessero garantito», lamenta ancora la precaria, «che entro Natale avremmo ricevuto sia lo stipendio di settembre (ripeto, di soli 250 euro, in quanto abbiamo iniziato a metà del mese) che quello dell'intero mese di ottobre (500 euro), non avrei avuto nulla da dire sul ritardo degli accrediti. Ma il fatto che il mese di ottobre mi verrà retribuito il 27 gennaio, ovvero a distanza di 1 mese e mezzo dalla fine della mia borsa lavoro, non mi è andato affatto bene. In poche parole, inizierò a percepire stipendi interi a fine lavoro, e ad oggi sono già a metà percorso, senza aver avuto l'ombra d'un centesimo».

21/12/2010 9.44