Coca Cola Corfinio, Rc: «nessuna garanzia per 81 dipendenti licenziati»

Alessandro Biancardi

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CORFINIO. A fine febbraio gli 81 lavoratori della Coca cola di Corfinio saranno licenziati e l’azienda chiuderà lo stabilimento.

L’Azienda a partire dal 14 dicembre ha aperto le procedure di mobilità senza nulla dire sulla eventuale ricollocazione dei lavoratori in altra sede.

In precedenza si era parlato almeno di una ricollocazione parziale dei lavoratori nello stabilimento di Oricola, ma sempre a partire dal 14 dicembre è stata aperta la mobilità per 25 operai anche ad Oricola. A questo punto vi è più che una preoccupazione per il futuro occupazionale dei dipendenti di Corfinio.

«La fantomatica riconversione nel settore acque minerali paventata dall’assessore alle Attività Produttive della Provincia de L’Aquila, Antonella Di Nino, appare oltre modo fantasiosa», commenta il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Marco Fars.

«La stessa Di Nino in Consiglio provinciale aveva dichiarato “la salvaguardia della forza lavoro è stata garantita tra incentivi al pensionamento e spostamento ad Oricola”; dopo l’incontro tra azienda e sindacati l’altro ieri queste parole sono state clamorosamente smentite».

Nessuna garanzia è stata messa sul tavolo, denuncia con forza Rifondazione, «e tanto la giunta provinciale quanto quella regionale, al di là di buone intenzioni e di frasi avventate, sembrano incapaci di affrontare la gravità della situazione».

Già il 17 novembre, con un’interpellanza urgente, i consiglieri regionali, Acerbo e Saia, della Federazione della Sinistra (Rifondazione e PdCI) ponevano la necessità di atti immediati per salvaguardare l’occupazione.

«Nulla è stato risposto e forse nulla è stato fatto», commenta Fars. «Il presidente Chiodi vuole aprire una nuova stagione di dialogo con le forze di opposizione, inizi dal mettere in campo una vertenza occupazionale per l’intero Abruzzo ed in particolare per la Valle Peligna».

17/12/2010 11.55