Pista ciclabile sulla Circonfucense: comitato mobilità contro la Provincia

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Breve, efficace, dritta al punto:  così la lettera che il Comitato di mobilità sostenibile Marsicana Onlus ha inviato il 31 agosto scorso  all’ amministrazione provinciale dell’ Aquila, in seguito alla pubblicazione da parte di quest’ultima, di un bando d’appalto di cui è risultata beneficiaria.

 Il bando in questione, alla base dei contrasti, prevede l’affidamento dell’incarico di ristrutturazione  della strada provinciale n.22  Circonfucense e la n.19 Ultrafucense.

  A tale progetto è seguita la richiesta, da parte del comitato, di creare una pista ciclabile a fianco della carreggiata automobilistica, in conformità con la disposizione di legge 366/1998, che sancisce l’obbligo di progettare e realizzare piste ciclabili parallele alla sede stradale, nel caso di costruzione di nuove direttrici o di ristrutturazione di quelle esistenti.

D’altro avviso, sembra essere l’amministrazione provinciale dell’Aquila che, in risposta al comitato, mette in risalto il problema provocato dall’eventuale pista ciclabile.

«La costruzione di una pista  creerebbe un’ulteriore interferenza determinando altri punti di conflitto costituiti da tutti gli incroci con le stradine di accesso», argomenta il dirigente del settore viabilità della Provincia. Da questo farraginoso giro di parole si desume chiaramente che il reale progetto sarebbe quello di rendere la Circonfucense una strada a scorrimento veloce, senza alcun rallentamento causato, inevitabilmente,  dalla presenza  di una pista. Tutto ciò potrebbe andare a detrimento delle regole su mobilità, sicurezza e sviluppo.

 E pensare che l’affiancamento della pista ciclabile alla carreggiata automobilistica, secondo il comitato, produrrebbe almeno tre vantaggi, di diversa natura, abbastanza  importanti  da rendere auspicabile la sua costruzione.

SICUREZZA  DEI LAVORATORI. Ogni giorno, numerosi lavoratori agricoli che si recano nei campi con la propria bicicletta, correrebbero meno rischi per la loro incolumità se transitassero su una pista ciclabile.

ATTRATTIVA TURISTICA. La pista sarebbe un elemento di traino non trascurabile, per i turisti o ciclisti, diretti verso le mete  del Parco Nazionale d’Abruzzo.

TRAIT D’UNION tra la rete ciclistica della provincia dell’Aquila e quella  europea. La caratteristica della pista, pianeggiante e facilmente percorribile, garantirebbe collegamenti agevoli tra la Marsica, la provincia dell’ Aquila e la rete ciclistica europea e nazionale.

Alla luce di ciò, la posizione dell’amministrazione provinciale viene giudicata ancora più  incomprensibile dal comitato, dal momento che essa sembra trascurare  gli indubbi benefici della pista.

«Lanciamo un appello a cittadini ed associazioni», dicono dal comitato, «per contrastare questa visione di gestione del territorio», afferma il presidente del comitato Dario Raglione e continua, «questa visione ignora il bisogno di sicurezza della collettività e le opportunità, anche economiche, che uno sviluppo armonico e sostenibile può offrire». Intanto resta aperto il gap tra i due  interessi contrapposti  e  si spera,  si possa ritrovare,  una sana  e comune visione d’intenti.

m.b.  06/12/2010 9.44