Psi contro Pd e Pdl: «meno bipoltronismo»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Il Pd e il Pdl si «spartiscono la torta». A seguito di una serie di eventi ''anomali'' nella gestione delle istituzioni locali, Psi denuncia una mala gestione del territorio Peligno.

 

È questa l'accusa all'indomani dell'elezione del presidente della comunità montana.

«Pd e Pdl fingono di essere rivali in campagna elettorale e poi “inciuciano” nella gestione del potere», spiega Massimo Carugno, segretario regionale del Psi, «qualche sera fa, all’assemblea del consiglio della Comunità Montana, che secondo le logiche spartitorie sarebbe appannaggio del centrosinistra, hanno eletto alla unanimità il presidente e uno dei due assessori indicato dal Pd e l’altro assessore indicato dal Pdl. Il Psi, che partecipa con una sua rappresentanza alla assemblea della Comunità Montana, non è stato neanche informato delle decisioni e degli accordi presi».

E questa non sarebbe la prima volta. Infatti, racconta sempre Carugno, in passato situazioni analoghe non sono mancate, e l'esponente Psi cita l'esempio della gestione della società acquedottistica Saca e all'impresa di smaltimento rifiuti Cogesa

«Questa interpretazione del sistema politico - continua - che non avviene solo a Sulmona ma ovunque in Abruzzo ( e in Italia), non si chiama bipolarismo ma “bipoltronismo” ed è la rappresentazione di un inciucio di potere che a tratti appare disgustoso. Questo sistema bipolare che si ricorda di essere tale solo sotto elezioni, quando i maggiori partiti fanno la chiamata alle armi degli alleati e delle forze d’area, è ormai fallito e il PSI in Abruzzo lavorerà per superarlo a cominciare da Sulmona».

Per Carugno essendo arrivati ormai a metà mandato della amministrazione comunale «si può e si deve pensare al futuro alla città, ai suoi problemi, ad un progetto di governo. Il Psi – conclude il segretario regionale - sta già lavorando ai temi della città per proporre ai cittadini un progetto di governo per il rilancio e lo sviluppo di Sulmona e verificherà se su questo progetto si possa formare un consenso ed un sistema delle alleanze diverso ed al di fuori degli schemi del classico, antiquato e superato bipolarismo, anzi scusate “bipoltronismo”».

Se il PD non ritiene indispensabili i partiti alleati durante la durata della sessione amministrativa non si vede perché la alleanza debba essere indispensabile alle elezioni.

02/12/2010 9.52