Sulmona: «no alla chiusura della Caserma Battisti»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Il prossimo Consiglio provinciale dell'Aquila (lunedì 29 novembre) si svolgerà a Sulmona.

Bisognerà infatti affrontare alcuni problemi che stanno a cuore all’intero comprensorio peligno, come la chiusura della Coca Cola e la situazione del Liceo Classico Ovidio.

Barbara Zarrillo, presidente del Comitato Civico, ha scritto in queste ore al presidente Antonio Del Corvo e ai consiglieri per chiedere di voler esaminare, sempre in quella occasione, anche la questione della caserma “Cesare Battisti”, attuale sede del 57° battaglione “Abruzzi”, che rischia a breve la chiusura.

«Probabilmente questa problematica, potrà risultare di minore importanza rispetto alle altre», commenta Zarrillo, «ma è pur vero che per decenni, l’economia del comprensorio peligno ha fatto grande leva sull’indotto creato da questa struttura militare».

In tempi non troppo lontani la caserma ha ospitato fino a mille reclute, le quali, ogni trimestre affollavano bar, ristoranti, alberghi e negozi, con un notevole influsso benefico sull’economia dell’intero territorio.

La Battisti, infatti, con il passaggio epocale all’Esercito dei volontari, è tra le strutture in chiusura, pur essendo ancora logisticamente idonea ad ospitare altri reparti dell’Esercito, magari operativi.  

«La sensazione», dice ancora Zarrillo, «è che, all’interno del progetto di riordino e contrazione della Forza Armata, la nostra città e l’intero comprensorio peligno, non siano stati sufficientemente considerati. Anche la situazione dei reparti aquilani che non è delle migliori, non è mai stata affrontata seriamente dalla Difesa, specie perché, dopo il sisma e il conseguente danneggiamento delle caserme (tanto è vero che tre reparti sono costretti a convivere all’interno di un’unica struttura, per altro parzialmente inagibile), non è mai stata valutata la possibilità di trasferirne uno a Sulmona».

La progettualità e le proposte, del resto, non mancano e dopo le decine di industrie e aziende che hanno chiuso per sempre nell'area «lasciar scomparire anche un’ istituzione come questa, senza combattere fino allo stremo, sarebbe un grave errore e il messaggio che passerebbe alla popolazione, è di essere spregevolmente ignorati, abbandonati e snobbati da tutti gli amministratori».

Del caso si è occupata anche la deputata del Pdl Paola Pelino che è riuscita ad ottenere una sospensione della chiusura a data da definire.

24/11/2010 10.40