Centrale Powercrop, ricorso al Tar: «violazione regole e travisamento fatti»

Alessandro Biancardi

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LUCO DEI MARSI. Il Comune di Luco dei Marsi ha presentato ricorso al Tar contro il parere favorevole del comitato regionale per la Via sulla centrale a Biomasse della Powercrop.

 

«Come annunciato già da tempo», spiega il sindaco di Luco Camillo Cherubini dalle pagine del sito internet dell'amministrazione comunale, «anche a seguito di numerosi incontri avuti con i comitati cittadini e con gli amministratori di Avezzano, ho deciso di presentare ricorso, al fine di evitare eventuali problemi legati a scadenze dei termini».

L'atto, presentato al tribunale amministrativo dell'Aquila è firmato dall'avvocato Herbert Simone.
Il primo cittadino è certo di aver fatto «un passo importante» al quale «dovranno seguirne altri con lo scopo di mantenere alta l’attenzione su un problema di vitale importanza per il nostro futuro».

Il progetto è stato presentato dalla Powercrop S.r.l. e prevede la realizzazione di una Centrale a Biomasse della potenza termica di circa 93 MWt (32 MWe) da realizzare ad Avezzano-località

Borgo Incile, un elettrodottodi collegamento di tensione di 150kv di lunghezza di circa 4 km; un impianto fotovoltaico della potenza di 300 kWp.

Il progetto verrà finanziato con i fondi per la riconversione dello zuccherificio di Celano ed è localizzato a ridosso dell’ex zuccherificio di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense. Tra i firmatari dell’accordo di riconversione, in qualità di sindaco di Celano, c'è l’onorevole Filippo Piccone. Ha ricevuto il via libera proprio pochi giorni dopo l’arresto di Ezio Stati, padre di Daniela e dopo le sue dimissioni da assessore regionale.

La contrada "Petogna" del Comune di Luco è distante dall'impianto meno di 500 metri dall'area interessata e proprio per questo il sindaco di Luco ha deciso di intervenire.

Da quanto si legge nel ricorso «l'impianto comporterebbe un danno alla salute dei cittadini e un danno di natura patrimoniale agli abitantie alle imprese»

«La centrale», si legge ancora nel documento, «anche per le sue dimensioni mastodontiche che la rendono ben diversa dalle "piccole centrali a biomasse" è assolutamente incompatibile con l'economia agricola dell'intero Fucino. Luco dei Marsi ha una economia prevalentemente agricola che rischia di essere gravemente danneggiata da tale impianto. Verranno messe a rischio le denominazioni IGP e comunque le denominazioni di qualità e protette che gli agricoltori stanno cercando di promuovere da anni con grande sforzo».

Il tutto sarebbe «aggravato dalla particolare condizione e conformazione geografica-orografica-climatica-anenometrica» del territorio che «certamente non favorisce il ricambio di aria e quindi la dispersione degli inquinanti».

«ECCESSO DI POTERE E ISTRUTTORIA LACUNOSA»

In più l'avvocato Herbert Simone pone l'accento su l' «eccesso di potere», e una «istruttoria lacunosa» dove sarebbe stata riscontrata «contraddittorietà tra atti e provvedimenti», «carenza di presupposti» e «travisamento dei fatti» oltre che «violazione delle regole di leale svolgimento degli accordi».

Secondo quanto si legge nel documento, infatti, «dovevano essere gli Enti Locali ad individuare il sito dove installare la centrale a biomasse» dopo una «verifica della sostenibilità territoriale, agricola ed economica». «Queste prescrizioni», scrive l'avvocato, «non sono state osservate». Perchè «è stata Powercrop a procedere unilateralmente all'individuzione del sito, violando e rompendo gli accordi presi».

Ci si chiede poi come sia stato possibile che il Comune di Celano, Regione e Provincia abbiano potuto scegliere di installare un impianto «a fortissimo impatto ambientale-economico-territoriale su un'area al confine tra Avezzano e Luco dei Marsi senza consultare questi due Enti».

Intanto domani, venerdì 19 novembre, alle ore 18,00, presso la sala consiliare del Comune di Luco è previsto un incontro «per rendere tutti coscienti nel circondario fucense delle gravi conseguenze che una centrale a biomasse di tali dimensioni comporterà per la salute dei cittadini, per l’ambiente e per l’agricoltura che è tuttora la nostra principale attività economica».

Sono invitati a partecipare i cittadini, i rappresentanti delle istituzioni, i sindaci, i rappresentanti di categoria e delle associazioni.

19/11/2010 9.39

 * TRE TERMOVALORIZZATORI IN 500 METRI