Menna e Terra (Ddc): «una proposta di legge per la ricostruzione aquilana»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «L’Abruzzo devastato dal terremoto del 6 aprile 2009 non può più attendere e la ricostruzione è una priorità nazionale».

 

Lo hanno affermato Antonio Menna, capogruppo Udc al Consiglio regionale e il consigliere regionale Luciano Terra, dopo aver appreso dell’iniziativa del presidente Udc, Pier Ferdinando Casini e del segretario nazionale, Lorenzo Cesa, di predisporre un piano per avviare e, se possibile, accelerare, la rinascita de L’Aquila e di tutti i Comuni del cratere.

«Si tratta di un progetto di notevole portata economica e sociale – ha aggiunto Antonio Menna – che prevede l'introduzione di una zona franca urbana nel cratere sismico, la sospensione delle rate dei mutui fino al 2015, l’esonero dal patto di stabilità interno per i comuni colpiti, fino alla fine del 2012. Inoltre, il progetto prevede l’istituzione di un comitato operativo per la gestione della ricostruzione, cui dovranno essere ammessi anche i rappresentanti della popolazione locale. Tutte le iniziative contenute nel piano – ha continuato Menna – sono state condensate in una proposta di legge speciale per la ricostruzione, illustrata alla Camera dei Deputati dal leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini e dal segretario Lorenzo Cesa, in un’apposita conferenza stampa».

Tradotta in numeri reali, la proposta di legge per la ricostruzione promossa dall’Udc, comporta l’impiego di 9miliardi di euro, da spalmare nel triennio 2011-2013, che sarà coperto anche con le maggiori entrate derivanti dall'aumento del 20% sulle ritenute dei redditi di capitale e di diversa natura finanziaria e con le maggiori entrate provenienti dai giochi.

«La proposta del nostro partito – ha aggiunto Antonio Menna – è la risposta concreta alla preoccupante situazione di stallo che perdura da mesi nel cratere e che sta causando la morte geografica, economica e sociale del Capoluogo regionale e di tutta l’area circostante. Bisogna fare presto perché, al contrario dei proclami e degli annunci, l'emergenza terremoto é ancora incombente e L’Aquila sta morendo, come ha giustamente sottolineato Casini».

Sulle modalità da seguire per avviare le varie fasi della ricostruzione, si pensa ad un comitato per la gestione e il controllo degli interventi e l'amministrazione dei fondi assegnati che resterà in carica tre anni e sarà composto da un membro della Regione Abruzzo, uno della Provincia dell'Aquila, tre membri dei Comuni coinvolti, due in rappresentanza della popolazione, due membri del Governo. «Inoltre - hanno concluso Antonio Menna e Luciano Terra - é stata proposta l'attivazione della finanza di progetto e sollecitato l'indirizzo degli enti previdenziali pubblici verso investimenti immobiliari all'Aquila».

 

19/11/2010 9.35