Consorzio bonifica Pratola, Cospa: «peggio di una sanguisuga»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1357

OFENA. «Il  Consorzio di Bonifica è peggio di una sanguisuga, aumenta il canone ai consorziati, chiede i fondi pubblici per tirare avanti e sono sempre più scadenti i servizi agli agricoltori».

La denuncia arriva da Dino Rossi del Cospa che descrive una situazione che «va avanti da anni». Uno degli annosi problemi riguarda il bilancio e secondo Rossi, il deficit ammonterebbe a 800 mila euro che aumenterebbe anno per anno di 300 mila euro.

Il rappresentante del Cospa parla di «una struttura piena di debiti» e sostiene che adesso, la nuova amministrazione  che andrà ad insediarsi dovrà prendere una decisione: «una decisione come quelle prese dalle altre amministrazioni che si sono susseguite, aumenteranno di sicuro il canone consortile e quello irriguo. A seguitare ad ingrossare il debito dell’ente ci ha pensato l’amministrazione Presutti con scelte scellerate», denuncia ancora Rossi che cita i 12 mila euro spesi per una tubazione in PVC di circa un km per asservire provvisoriamente un campo di mais. Una cifra elevata «se si considera che nel foggiano si adoperano i tubi di plastica riciclata che costano poco più di 100 euro al metro. Con questa cifra avrebbero potuto acquistare anche un avvolgi tubo».

«Nessuno dei consiglieri ha detto una parola sulla vicenda», continua il presidente del Cospa che annuncia che sarà lui stesso ad avvertire la magistratura, «come nessuno ha pensato di come sfruttare le risorse che il consorzio possiede come ad esempio: la centrale idroelettrica di Corfinio, costruita da circa 20anni e mai entrata in funzione, che secondo alcuni  studi potrebbe avere un introito di 200 mila euro all’anno».

Soldi che mancano in bilancio. Inoltre ci sarebbe la diga di Capodacqua sita nel comune di Capestrano dove insiste una centrale idroelettrica «che mai nessuno si preoccupato di potenziarla con macchine che potrebbero sfruttare al massimo le risorse del fiume Tirino».

Come nessuno si sarebbe mai preoccupato di sfruttare a livello turistico il lago artificiale.

«Tutti gli agricoltori», prosegue Rossi, «si sono lamentati, ma nessuno li ha ascoltati, per questo motivo codesta associazione scenderà in campo nei prossimi giorni con un presidio davanti alla sede consortile, per mettere in luce i lati oscuri di questo ente. Abbiamo deciso di spazzare via questi ambigui personaggi che per anni si sono limitati a sedersi sulle poltrone e a danneggiare ciò che serviva alla comunità».

13/11/2010 10.57