Aumenta la Tarsu a Celano? Per Piccone è colpa dei giornalisti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3350

CELANO. Una scusa simile per l'aumento di una tassa forse non si era mai sentita. Primo premio per l’originalità al sindaco-senatore Piccone.

Ma nei giorni scorsi il giornalista della Marsica, Angelo Venti, che edita site.it ed Il Martello del Fucino, si è sentito addossare le responsabilità per l'aumento della Tarsu.

Il suo nome non è stato mai pronunciato ma il riferimento a lui e ai suoi collaboratori è parso evidente a molti. Ma Venti, noto per le sue numerose inchieste giornalistiche, spesso scomode e fuori dal coro, non ci sta e annuncia querela.

L'appena trascorsa festa dei Santi Martiri, a Celano, ha fatto registrare – oltre alla multa al banchetto dell'opposizione posto in piazza - la protesta contro l'aumento della famigerata Tarsu, deliberata dal Commissario reggente il Comune, già nel 2009.

Si è proceduto ad una raccolta di firme e si è tenuto un consiglio comunale appositamente convocato per trattare del tema.
«Nell'assise comunale celanese», racconta Franco Massimo Botticchio del ''Martello del Fucino - foglio volante di Pescina'', «tenutasi sabato scorso, all'auditorium, dinanzi ad un pubblico molto numeroso interessato e toccato nelle tasche, si sono ripetuti i cliché di un dibattito che da tempo anima le comunità locali tutte dinanzi alle bollette in continuo aumento».

«L'espressione ''raccolta differenziata'' è stata pronunziata, o per meglio dire farfugliata in tutta fretta», contesta Botticchio, «in tre ore di interventi, solo un paio di volte. Eppure, recuperando metà del pattume avremmo la necessità di smaltirne una quantità molto minore, sia che si decida di allocarla poi vicino a casa o di trasportarla a Lanciano o Isernia o persino in Germania (tra poco faremo così)».

Anche perchè si è vicini all'esaurimento e alla chiusura della discarica di Santa Lucia di Avezzano, e si è scelto «il sito peggiore di quelli teoricamente a disposizione», sostiene il responsabile del Martello del Fucino, «ovvero “Valle dei fiori” di Gioia dei Marsi, una località a mille metri di altezza raggiungibile (e a caro prezzo) solo da Pescina, sotto la quale alberga un acquifero di grande importanza, quello che serve San Benedetto dei Marsi, Venere ed una porzione di Fucino».

Anche l'Autorità di Bacino ha chiesto di delocalizzare l'intervento, per i timori che hanno già spinto quell'Autorità a classificare ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico l'area sottostante (Venere di Pescina).

«Il sindaco-senatore Piccone», racconta ancora Botticchio, «ha ritenuto di legare la sofferenza delle tariffe celanesi con la mancata realizzazione, ad oggi, di “Valle dei fiori”. Operazione dialettica già di per sé spregiudicata che è giunta ad individuare, in un nesso causale, quali colpevoli della mancata realizzazione della nuova discarica marsicana (e, dunque, per la proprietà transitiva degli effetti, dell'aumento delle bollette) i ricorrenti al Tar contro l'intervento. Tra questi, oltre al WWF, la maggioranza celanese ha in particolare additato al pubblico ludibrio della nutrita platea il direttore de “il Martello del Fucino”, che è anche editore-direttore del foglio che ha ospitato, in un suo lavoro (uno degli oltre settecento fogli ciclostilati nel progetto site.it), le proteste dell'opposizione consiliare celanese diffuse nei giorni dei Santi Martiri. Dunque, secondo costoro, ci troveremmo dinanzi una sorta di complotto, ordito, contro le tasche dei celanesi, da quel cattivone di Angelo Venti, che ora si riserva di ricorrere alle vie legali nei confronti di Piccone per la sua falsa - e irresponsabile - accusa».
«Nessuna considerazione, nessun rispetto, nessuna valutazione per i contenuti di un ricorso che è un mezzo previsto dall'ordinamento per chiedere, in determinate condizioni, il vaglio della legittimità degli atti amministrativi», tuona Botticchio. «Nessuna minima inferenza sul fatto che il ricorso contro “Valle dei fiori”, sopravvenuto quando già Aciam SpA aveva lanciato il bando per l'affidamento dei lavori, non chiedeva alcuna sospensiva, e dunque l'arresto della procedura è dipeso esclusivamente dalle decisioni di Aciam SpA. Chissà perché, verrebbe da chiedersi, Aciam SpA si è fermata….»

 

01/09/2010 11.12