Liceo Cotugno occupato dagli studenti: «95% degli alunni in protesta»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Protesta degli studenti dell'istituto d'istruzione superiore Domenico Cotugno dell'Aquila (Classico, Linguistico, Pedagogico e Scienze Sociali).  *UNIVERSITA', «GATTI È INCOMPETENTE SUL DSU: SI DIMETTA»

Da questa mattina è partita l'occupazione ufficiale degli ultimi tre piani dell'edificio. "Daje quatrà, jemo 'nnanzi!'' è la firma, rigorosamente in dialetto aquilano, apposta dagli studenti in una loro nota.

«Dopo due anni di silenzio costretto - scrivono -, il 95% degli studenti ha aderito alla protesta e sta partecipando attivamente mattina, pomeriggio e notte alle attività alternative dagli stessi studenti organizzate».

«Gli studenti del Cotugno presenti e partecipi da oggi fino alla fine della protesta sono fieri di annunciare alla Regione Abruzzo ed a questo nostro governo che resistono e resisteranno finché non verranno ascoltati».

«Oggi - scrivono - riteniamo estremamente significativa l'adesione dei giovani aquilani alle proteste studentesche nazionali contro la riforma, che abbiamo appurato essere strettamente legata alle problematiche che noi ragazzi stiamo affrontando a causa della grave condizione della città-noncittà in cui viviamo. Da due anni ormai deambuliamo per questa enorme periferia dell'Aquila senza avere alcun punto di aggregazione da considerarsi tale. La scuola è un riferimento per tutti, ma non è accessibile se non nelle ore di lezione ministeriali. Ora che ci è possibile deviare la attenzione dal problema sicurezza, che finalmente è stato messo a norma, possiamo tornare a concentrarci sulla cultura nel suo significato più ampio, che a dei liceali è chiaramente molto a cuore». Gli studenti raccontano che «tante volte» è stato chiesto di attivare corsi pomeridiani, di aprire aule autogestite, aule di studio, di accedere a laboratori e biblioteca (per altro forniti parzialmente) «e puntualmente tutto ciò ci è stato negato, causa tagli all'istruzione. Per noi - concludono gli studenti - l'occupazione non è solo una forma simbolica di protesta, in quanto di fatto un po' anacronistica, ma facciamo così degli spazi fisici della scuola il luogo di ritrovo che in questa città manca per le nuove generazioni, che più di tutte sentono il bisogno di stimoli e socialità. Dunque ci sentiamo in diritto di essere ascoltati!».

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UNIVERSITA', «GATTI È INCOMPETENTE SUL DSU: SI DIMETTA»

L'AQUILA. «A un mese dall' inizio del nuovo anno accademico la situazione del Diritto allo Studio all' Aquila risulta ancora decisamente insufficiente e inadeguata. L' indifferenza dell' Assessore regionale Paolo Gatti è stata l' unica risposta alle problematiche studentesche: se non ha voglia o tempo di occuparsi del diritto allo studio che si dimetta!»

Queste le parole di Andrea Fidanza, responsabile Università del Partito Democratico della Provincia dell' Aquila. «Infatti nel question time regionale di martedì - continua Fidanza - all' interrogazione del Vicepresidente del Consiglio Regionale D' Amico che chiedeva come mai ancora non sono partiti i lavori di ristrutturazione del blocco polifunzionale di proprietà della Regione presso la Facoltà di Scienze (che prima del sisma comprendeva una mensa efficiente con cucina, bar, sala studio, sala informatica e aula ricreativa.. praticamente il centro della vita universitaria nel polo di Coppito), l' Assessore Gatti ha dimostrato tutta la sua incompetenza e distrazione non capendo nemmeno di quale edificio si stesse parlando rispondendo, con commento inadatto e fuori luogo, riguardo la neostruttura finanziata dal Governo Canadese che comprende un campo da basket, una sala fitness e una sala congressi».

L' assessore Gatti, chiede ancora Fidanza, dovrebbe dimettersi «vista la sua incompetenza sul Dsu e chieda immediatamente scusa agli universitari che ad oggi ancora non possono usufruire del servizio mensa, che ancora non possono usufruire dei trasporti gratuiti dedicati ai poli universitari (tanto che l' Università è stata costretta a pagare un' agenzia di trasporti privata per trasportare studenti e docenti della Facoltà di Lettere al polo di Bazzano) e che, nonostante la scarsità di alloggi e i prezzi lievitati, non hanno ancora visto un segnale di legalità riguardo la residenza denominata San Carlo Borromeo che, costruita con fondi pubblici, invece di essere abitata da studenti vincitori del bando ADSU, è gestita privatamente dalla Curia aquilana». 

04/11/2010 16.24