Raddoppio statale Navelli, 4 avvisi di garanzia

Alessandro Biancardi

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2008

PIANA NAVELLI

PIANA NAVELLI

NAVELLI. Quattro indagati, tutti dirigenti della Regione, per il reato di omissione in atti d’ufficio sul raddoppio della statale 17 Navelli – Castelnuovo.

Come ha svelato ieri Il Messaggero al centro dell'inchiesta della Procura dell'aquila sarebbero finiti Antonio Perrotti di 62 anni dell’Aquila; Pierluigi Caputi di 58 anni di Pescara, ma residente
all’Aquila; Donatella Veluscek di 58 anni di Venezia e residente all’Aquila e, infine, Antonio Sorgi di 51 anni di Teramo e residente a Giulianova.

La vicenda è quella legata al raddoppio della statale 17 Navelli - Castelnuovo che negli scorsi anni tante polemiche ha prodotto.

Secondo quanto riferisce il Messaggero i quattro dirigenti della regione, tutti impiegati nel settore Ambiente, Territorio, Appalti Pubblici e Contratti e Lavori Pubblici, avrebbero omesso «di effettuare con esito positivo la verifica dell’impatto ambientale prevista per la normativa della Regione Abruzzo autorizzando, approvando, e ponendo in esecuzione i lavori sulla statale 17 dell’Appennino Abruzzese, tronco L’Aquila - Navelli avente a oggetto l’adeguamento della sede stradale e miglioramento degli innesti nel tratto compreso... e nonostante i detti lavori di adeguamento della statale 17, nel tratto di 10,5 chilometri
corrispondente alla Piana di Navelli, prevedessero oltre all’ampliamento della sede stradale, con il mantenimento della originaria suddivisione in due corsie, la costruzione di ampi svincoli di raccordo e di nuove strade complanari in prossimità degli stessi e la modifica, a tratti, dell’altimetria e del tracciato nelle loro rispettive qualità».

Era il 2006 quando l'associazione Legambiente denunciò «lavori di gravissimo ed inaudito impatto» .

«E’ incredibile ed orribile quello che sta avvenendo nella Piana di Navelli – denuncio Antonio Ricci, presidente regionale di Legambiente – Sbancamenti colossali, per una larghezza addirittura superiore a quella di un’autostrada, sopraelevate e svincoli che non sarebbero giustificati nemmeno nella più degradata periferia industriale».

Sempre l'associazione parlò di scempio, con tanto di manifestazione per opporsi all'opera, imponente, dove «rotatorie e svincoli occupano tanto quanto 40 campi di calcio».

Denunciò quanto stava accadendo anche l'Anci che parlò di «mancanza di buon senso nelle progettazioni»

A presentare un esposto (se ne contano in totale più di 10) fu anche il Wwf che denunciò come durante il passare dei mesi si sarebbe persa traccia di alcuni importanti prescrizioni imposte dal comitato speciale per i beni culturali della regione Abruzzo, (come l'eliminazione della viabilità minore di una nuova previsione). 

30/10/2010 10.16