Inchiesta Di Orio, chiesta l'archiviazione ma Tiberti annuncia opposizione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dopo mesi di indagini chiesta l'archiviazione.

Presunta concussione operata nei confronti di un docente della Facoltà di Medicina: il pm oggi chiede l'archiviazione per il rettore Ferdinando di Orio. Ad annunciarlo è lo stesso rettore che si dice sollevato dalla notizia ma al tempo stesso amareggiato per «la macchina del fango» che lo avrebbe coinvolto nei mesi scorsi. Fatto sta che dopo lunghe indagini proprio l'accusa, ovvero il pm Pietro Giordano della Procura di Roma, ha chiesto l'archiviazione per l'indagato eccellente.

L'inchiesta era nata a seguito di un esposto denuncia presentato dal professor Sergio Tiberti ordinario di Igiene alla Facoltà di Medicina, che aveva raccontato di presunti favori accademici che il rettore avrebbe concesso chiedendo in cambio dei regali e dei soldi. Ma le accuse sono state sempre respinte al mittente da parte di Di Orio che ha parlato in più occasioni di «una vendetta» orchestrata dal professore ai suoi danni. La notizia dell'indagine c'era stata ad aprile scorso quando al rettore venne notificato l'avviso di garanzia notificato nella fase di proroga. Nei sei mesi precedenti l'accusa non aveva infatti raccolto sufficienti elementi ed evidentemente anche i successivi sei non hanno portato a niente di concreto.

Oggi la questione si chiude con la richiesta di archiviazione e il rettore tira un sospiro di sollievo. «Nessun altra inchiesta», assicura oggi, «e' stata mai avviata nei miei confronti o nei confronti dell'Ateneo aquilano, come falsamente sostenuto anche in una recente interrogazione parlamentare».

 26/10/2010 13.44

IL PROFESSOR TIBERTI ANNUNCIA OPPOSIZIONE

«Pur non condividendola, rispetto l’opinione espressa dal Pubblico Ministero, Pietro Giordano», commenta il docente Tiberti che annuncia che avverso la richiesta di archiviazione è già stata proposta opposizione, immediatamente assegnata al Giudice per le Indagini Preliminari che dovrà valutare la fondatezza degli elementi emersi a carico del rettore nel corso delle complesse ed accurate indagini svolte dalla Procura.

«Sono fiduciosamente in attesa della decisione che il Giudice vorrà adottare», commenta il docente che aveva denunciato Di Orio.

Oggi il docente spiega che «sarà gradita» ogni conferenza stampa nel corso della quale «il rettore non potrà esimersi dal fornire ampia e documentata giustificazione delle ingenti somme incassate dal 2004 in poi e mai fatturate o altrimenti dichiarate al Fisco».

«Al riguardo, ove e quando la legge lo consentisse», annuncia Tiberti, «potranno essere messi a disposizione gli atti di indagine assunti Procura della Repubblica di L’Aquila, la cui lettura risulterà assolutamente edificante e chiarificatrice della realtà dei fatti».

«In ogni caso», insiste il docente, «si è certi che le somme incassate dal Di Orio, accertate nell’esatto ammontare anche dal pm Giordano, coprirebbero, compensandola, qualsiasi eventuale ed infondata richiesta risarcitoria che, auspicabilmente, il di Orio vorrà avanzare».

26/10/10 16.54