Università L’Aquila, buoni risultati sulla produzione scientifica

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L’Ateneo aquilano si colloca al 28° posto tra le 62 Università italiane per numero di pubblicazioni scientifiche prodotte.

 

Al 2° posto tra gli Atenei del Centro-Sud per produzione scientifica pro-capite dei docenti impegnati in attività di ricerca.

La disponibilità di vaste basi di dati bibliometrici rende oggi possibile il confronto comparativo della produttività scientifica degli Atenei sia in termini di produzione globale sia come produzione di eccellenza, espressa anche per membro del corpo docente.

Una recente indagine condotta da Gastone Gilli sulla Produttività scientifica globale e di eccellenza delle università statali italiane nel periodo 1975-2010, e pubblicata sulla rivista La Chimica & L’Industria (Organo Ufficiale della Società Chimica Italiana), descrive le caratteristiche della ricerca scientifica condotta in Italia ed evidenzia una situazione più che lusinghiera per l’Università dell’Aquila.

Sulla base infatti del numero di lavori ISI (database internazionali che garantiscono la copertura di più di 100.000 giornali ad alto impatto) pubblicati dal 1975 al marzo 2010, l’Università dell’Aquila si colloca al 28° posto tra le 62 Università italiane e prima tra gli Atenei abruzzesi.

Ancora più favorevole all’Ateneo aquilano è la valutazione dell’indice di produzione (sia globale che di eccellenza) scientifica generata pro-capite dai docenti impegnati nell’attività di ricerca. Rispetto a quest’ultimo indice, che rappresenta un importante indicatore anche della qualità delle pubblicazioni scientifiche prodotte, l’Università dell’Aquila si colloca al 26° posto nella graduatoria generale e al secondo tra gli Atenei dell’Italia centro-meridionale.

L’Università dell’Aquila rientra inoltre tra gli Atenei che sono riusciti a coniugare il contemporaneo sviluppo della quantità e della qualità delle pubblicazioni scientifiche, al contrario di grandi Università con più di 3000 docenti, come Roma La Sapienza, Napoli o Bologna.

 «I risultati di questa ricerca – commenta il rettore dell’Università dell’Aquila prof. Ferdinando di Orio – smentiscono il luogo comune di un ritardo nella ricerca scientifica del nostro Paese, rispetto ad altre nazioni a torto ritenute più avanzate e documentano, anzi, l’aumento di qualità e l’espansione quantitativa dei lavori scientifici pubblicati nell’ultimo trentennio. In questo contesto, è apprezzabile la situazione dell’Università dell’Aquila che si colloca in una posizione lusinghiera e ai vertici degli Atenei centro-meridionali. Mi piace, in particolare, evidenziare il fatto che quantità e qualità delle pubblicazioni scientifiche vadano di pari passo nel nostro Ateneo, dimostrando che siamo riusciti a realizzare le condizioni propizie per lo sviluppo di una ricerca scientifica di qualità, nonostante la carenza dei finanziamenti nazionali nel settore».

 

22/10/2010 14.39