Allevatore porta vitello sbranato agli uffici del Parco

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. Giuseppe Tatangelo, 45enne allevatore di Trasacco, nei giorni scorsi si era fatto portare a spalla dai colleghi in una bara e aveva minacciato di darsi fuoco su un albero.

Una protesta forte e disperata affinchè vengano riconosciuti i mancati risarcimenti per i bovini e ovini uccisi da lupi e orsi.

Ma la situazione si fa sempre più difficile e la disperazione sale. Così ieri c'è stata una nuova manifestazione di protesta: nel pomeriggio Tatangelo ha portato un vitello sbranato da canidi davanti agli uffici del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli.

L'allevatore, dopo il sopralluogo da parte del servizio sorveglianza del Pnalm, ha ricevuto un indennizzo che ha coperto solo al 30% il costo effettivo dell'animale. Una percentuale bassa perchè, si legge nella motivazione, «non si evidenziano segni ambientali e sulla carcassa, tali da far risultare la predazione».

Ma l'indennizzo è stato così calcolato anche perchè l'animale è stato ritrovato nel comune di Ortucchio dei Marsi, in Zona a protezione speciale del parco, quasi totalmente mangiato. Dall'ente Pnalm riferiscono che questo tipo di indennizzo per predazioni fuori dai confini dell'area protetta, viene erogato a titolo di incentivo per gli allevatori e non e' contemplato in nessun altro parco italiano.

L'allevatore sostiene che il regolamento indennizzi presentato e accettato dal Ministero del'Ambiente, sarebbe privo dei pareri degli allevatori locali: «Ricordo a tutti - afferma Giuseppe Tatangelo - che le nostre firme per la partecipazione all'incontro necessario alla discussione del redigendo regolamento, sono state fornite in allegato al Ministero facendole passare per una sottoscrizione di adesione».  

19/10/2010 9.05