Collaboratore di giustiza lascia carcere di Sulmona «per motivi di sicurezza»

Alessandro Biancardi

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ASCOLI PICENO. E' stato trasferito dal carcere di Sulmona ad un altro penitenziario, per motivi di sicurezza, Gaetano Abaco.

 

 

Abaco è il collaboratore di giustizia siciliano indagato ad Ascoli insieme ad altre quattro persone per il pestaggio di un testimone del processo all'imprenditore Giulio De Angelis, accusato di violenza sessuale ai danni di tre dipendenti.

Nei giorni scorsi erano filtrate notizie sul luogo di reclusione di Abaco, detenuto anche per altri reati, e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha così deciso di trasferirlo in una struttura carceraria segreta.

L'impianto accusatorio del processo all'imprenditore e ai suoi complici si basa infatti principalmente sulle dichiarazioni del pentito.

Il Gip Carlo Calvaresi ha concesso gli arresti domiciliari allo stesso De Angelis, 50 anni, di Monteprandone, e a Marco Valentini, 53 anni di Ascoli Piceno.

Dentenzione domiciliare anche per Filippo Riggio, 31 anni, siciliano, per l'incompatibilità delle sue condizioni di salute con il regime carcerario.

Nelle minacce al testimone, risalenti al 2008, risultano coinvolti anche Gaetano Abaco, 38 anni, e un terzo siciliano, Nicola Maria Giuseppe Bella.

Secondo il pm Ettore Picardi, tramite Valentini, De Angelis sarebbe entrato in contatto coi tre siciliani chiedendo loro di intimidire il teste di due processi in corso: quello a suo carico per gli abusi sessuali alle tre dipendenti, e un secondo procedimento, in cui la figlia dell'imprenditore è imputata di minacce ai danni delle tre donne.

Il teste, un collaboratore delle aziende di De Angelis, venne pestato selvaggiamente (90 giorni di prognosi), da due albanesi che l'uomo non è stato in grado di riconoscere.

Gli fu anche bruciata l'auto e ricevette una richiesta estorsiva di due milioni di euro.

18/10/2010 17.04