Scuola, in 500 a L'Aquila contro la riforma Gelmini

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ieri mattina circa cinquecento tra studenti, insegnanti, personale ATA e precari delle quattro province abruzzesi, hanno partecipato a L’Aquila alla manifestazione di protesta.

C'è stato l'incontro al presidio nei pressi degli uffici della Regione Abruzzo in via Leonardo da Vinci e poi al corteo che si è sviluppato lungo il percorso fino a raggiungere il polo scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Cotugno”. Un lungo striscione con la scritta “vergogna” ha aperto la manifestazione organizzata dai Cobas Scuola in unione simbolica con le analoghe manifestazioni tenutesi nelle principali città italiane.

«“Vergogna”», spiegano gli organizzatori, «era soprattutto in riferimento ai tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica da parte dei ministri Gelmini e Tremonti ma anche all’indirizzo delle varie “cricche” che stanno tentando di impadronirsi in modo truffaldino e cialtrone della gestione della “ricostruzione”».

Al termine della manifestazione un’ampia delegazione composta oltre che dai docenti dei Cobas della Scuola anche da un rappresentate dei Precari Scuola Abruzzo, da un rappresentate degli studenti universitari e dei Giovani Comunisti e da uno studente rappresentate di ogni scuola presente al corteo, è stata ricevuta dal vicepresidente del Consiglio Regionale, De Matteis, al quale sono state chieste, tra l’altro, le ragioni del mancato stanziamento di risorse per l’emergenza scuola da parte della Regione Abruzzo. Le richieste della delegazione sono state condivise dal vicepresidente in particolare circa la possibilità di utilizzare per la scuola e per la soluzione

del problema dei precari almeno parzialmente le risorse disponibili nella legge n.77 del 2009, quelle relative al FSE 2007-2013 nonché la possibilità di utilizzare anche i 2,9 milioni di euro, finanziati alla Regione dal Ministero della Gioventù, per progetti gestiti dal settore pubblico della scuola anziché dai privati, coinvolgendo gli studenti con ricaduta anche sull’occupazione dei precari.

I Cobas, insieme ai collettivi degli studenti medi ed universitari e ai comitati dei precari, chiederanno un incontro nei prossimi giorni al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Abruzzo. I Giovani Comunisti, presenti all’incontro, ritengono comunque «insufficienti» le risposte fornite circa il problema della residenzialità studentesca a L’Aquila dal rappresentante del Consiglio Regionale che ha richiamato le responsabilità del Rettore dell’Università e del Comune «ma ha eluso quelle della Regione Abruzzo competente al diritto allo studio universitario».

Insieme ai Cobas ribadiscono dunque la richiesta di gestione pubblica, secondo le graduatorie, delle strutture esistenti a partire proprio dalla Casa dello Studente S.Carlo Borromeo gestita invece dalla Curia.

16/10/10 11.18