Di Pangrazio: «reparti di neurochirurgia di Avezzano e L'Aquila vanno mantenuti»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Dopo aver sollecitato un incontro con il sindaco Floris per fare il punto della situazione sul reparto di neurochirurgia dell’Ospedale di Avezzano, il consigliere Regionale Giuseppe Di Pangrazio torna sull’argomento ribadendo  l’importanza fondamentale del reparto in questione.

 

«L’unità operativa di neurochirurgia- sostiene Di Pangrazio-è stata creata a seguito di una lunga collaborazione tra l’ospedale di Avezzano e gli specialisti di Regina Elena, divenendo nel corso degli anni centro di eccellenza per la chirurgia spinale, all’avanguardia nazionale ed internazionale, e polo di riferimento dell’intero settore».

In dieci anni di vita sono stati effettuati 3500 interventi sul cranio e sulla colonna vertebrale oltrechè 5000 prestazioni ambulatoriali e di pronto soccorso.

«Tantissimi», sottolinea Di Pangrazio, «se si considera l’esiguo numero di medici, di letti e di sedute operatorie». Ad Avezzano, sostiene il consigliere, si è riusciti a fare circa 400 interventi l’anno con soli 5 medici e 1 seduta operatoria e mezza a settimana. Secondo i dati ufficiali del 2006, pubblicati dal Ministero, i due reparti neurochirurgici abruzzesi che hanno prodotto di più sono quello di Teramo e quello di Avezzano.

Il dato inerente all’attività neurochirurgica di Avezzano relativa al 1999 è di 389 interventi, di cui il 25,5% cranici (percentuale addirittura superiore alla media nazionale).

«Sembrano pochi», insiste Di Pangrazio, «ma sono in realtà tantissimi.

Non è pensabile – continuail consigliere- che si giunga allo smantellamento di un reparto che negli anni si è distinto per la professionalità.

L’offerta sanitaria subirebbe un duro colpo privando in tal modo i cittadini di servizi che senza dubbio hanno reso l’Ospedale civile di Avezzano punto strategico nel settore neurochirurgico, data anche la posizione geografica utile dello stesso». Di Pangrazio chiede anche di riflettere sull’utilità di mantenere nei due Ospedali pubblici di Avezzano e di L’Aquila il reparto di Neurochirurgia.

«Il primo dedicato agli interventi ordinari in quanto giustificati dall’attività elevata e costante negli anni, come prima specificato. Il secondo, così come previsto nel Piano Sanitario, quello dell’Ospedale di L’Aquila, dedicato agli interventi programmati e collegato al complesso Universitario della facoltà di Medicina e Chirurgia».

«Probabilmente», chiude il consigliere, «le strutture da mantenere o chiudere dovrebbero essere quelle che negli anni non hanno mostrato né numeri né eccellenze e non quelle ritenute utili ed efficienti sulla base di dati inconfutabili».

 16/10/2010 8.48