Discarica di Valle dei Fiori, pozzi di acqua potabile per il controllo falde, «non autorizzati»

Alessandro Biancardi

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GIOIA DEI MARSI. Il progetto della discarica di Valle dei Fiori, a Gioia dei Marsi, fa ancora discutere.

Stavolta, sotto la lente d’ingrandimento finiscono i pozzetti per il controllo delle falde acquifere sotterranee, obbligatori per legge, in presenza di una discarica. Pozzetti che oltre a contenere acqua potabile non hanno ottenuto l’autorizzazione del Cam. Intanto cresce l’attesa per l’appuntamento dinanzi al Tar dell’11 gennaio 2012 in cui si discuterà del ricorso contro l’autorizzazione alla discarica da parte della Regione del 4 febbraio 2010.

Quando si parla della Marsica, si parla inevitabilmente del giornale “Il Martello del Fucino”, voce –denuncia del territorio. E’ proprio sulle pagine del giornale di Franco Botticchio che sono riportati gli sviluppi della vicenda. «In prossimità di una discarica», si legge sul “Foglio volante”, «la legge prescrive che si realizzi un pozzo a monte e due a valle per verificare la tenuta e l’impermeabilizzazione e l’eventuale passaggio del percolato. L’Aciam dopo aver dichiarato che nella parte sottostante a Valle dei Fiori non si potessero facilmente realizzare due pozzi che andassero ad intercettare la falda soggiacente, ha indicato come pozzi- spia (di controllo delle acque sotterranee) quelli in località La Rupe e nell’abitato di Venere. Pozzi ad acqua potabile, di proprietà del Cam (Consorzio acquedottistico marsicano)». La scelta dell’individuazione dei pozzi in questione trova conferma proprio in un documento Aciam datato il 30 marzo 2010 con oggetto “adempimenti e prescrizioni”. «Si trasmette», recita il testo, «la planimetria indicante i pozzi di controllo proposti per il monitoraggio delle acque sotterranee localizzati in località La Rupe nel Comune di Pescina e nell’abitato di Venere».

L’AUTORIZZAZIONE NEGATA

Sempre su Il Martello del Fucino, è pubblicato un documento rilasciato dal Cam (Consorzio acquedottistico marsicano) con cui il consorzio nega di aver mai concesso l’uso dei suoi pozzi (individuati) ad Aciam spa.

Nella lettera del 9 dicembre scorso, il consorzio acquedottistico afferma che «nessuna autorizzazione è stata data ad Aciam; questo gestore» si legge, «non è stato in alcun modo coinvolto per quanto attiene la localizzazione della discarica e in ordine alla localizzazione dei pozzetti spie e ritiene impossibile qualsiasi utilizzo dei pozzi in questione diverso dall’approvvigionamento della risorsa idrica destinata al consumo umano». In poche parole pozzi con acqua potabile non possono essere usati per monitorare le falde. Il documento contiene, infine, un chiaro invito «al servizio regionale di indirizzo considerata l’importanza dell’argomento e la competenza a convocare un incontro urgente al fine di avviare eventuali procedure di salvaguardia della salute pubblica».

«Dopo questo», dice Botticchio, «quale sarà l’esito del parere igienico sanitario che solo oggi il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl chiede ai colleghi del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione e prevenzione, in merito alla individuazione di pozzi di acqua potabile?».

Marirosa Barbieri 04/01/2012 13:04