Centrale Snam, i comitati a casa scontenti. «Il Consiglio boccia la delibera anti Snam»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. I comitati cittadini anti Snam a mani vuote. Il Consiglio comunale del 30 dicembre scorso con all’ordine del giorno la centrale a Sulmona, «è stato un flop».

La maggioranza avrebbe bocciato sia la delibera contro il progetto Snam presentata dalla minoranza e sia la proposta sempre della minoranza di sospendere la seduta per raggiungere accordo sui contenuti.

Continua così il braccio di ferro tra Comune e comitati cittadini per l’ambiente, a Sulmona, sull’ecomostro Snam (metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione). Il Comune tira dritto per la sua strada ed il due gennaio alle 15.00 in occasione della commissione territorio, i Comitati torneranno a farsi sentire. Durante il Consiglio, quindi, la maggioranza ha ribadito la delibera di giunta (del 23 dicembre).

«L'unico punto chiaro», dicono i comitati cittadini per l’ambiente, «di questa delibera è quello relativo all'incompatibilità urbanistica della centrale. Nulla invece viene detto su altri vincoli o interferenze di natura ambientale e paesaggistica. Non c'è nulla sui danni che la centrale provocherebbe alla salute dei cittadini e all'economia locale. Nulla sul rischio sismico. Nulla sullo sdoppiamento anomalo delle procedure attuato dal Ministero dello Sviluppo Economico, per cui si rischia di avere la centrale a Sulmona e il metanodotto da un'altra parte. Sul metanodotto, addirittura, si torna indietro: mentre in due precedenti delibere ne è stata attestata chiaramente l'incompatibilità anche sotto l'aspetto urbanistico, ora si arriva ad affermare che non necessita di compatibilità urbanistica».

Quello che si sarebbero aspettati, invece, dal consiglio del 30 dicembre era tutt’altro. «La rinuncia all’opera da parte del Comune e l’opposizione al progetto del Ministero di scindere l'opera in due distinti procedimenti: metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione a Sulmona». I comitati chiedevano anche che il presidente della Regione Gianni Chiodi ed il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera stabilissero per il metanodotto e per la centrale una diversa localizzazione, comunque al di fuori della dorsale appenninica.

La vicenda si trascina dal 30 agosto scorso quando il Ministero dello Sviluppo chiede al Comune di Sulmona di rilasciare il proprio parere sull’opera. La lettera arriva a destinazione solo il 20 settembre ma solo i primi di novembre il presidente del Consiglio comunale Nicola Angelucci, sotto sollecito dei comitati cittadini (lettera del 2 novembre), rende nota la missiva. Si fissa il 7 dicembre come data di convocazione del Consiglio ma prima toccherà alla Commissione Territorio e Servizi presieduta da Giovanni Capparuccia pronunciarsi (il suo parere è propedeutico). La convocazione non arriva ed il 13 dicembre il capogruppo dell’ Idv Giuseppe Ranalli si rivolge al Prefetto de L’Aquila Giovanna Iuarato perché apra una indagine sul caso. Dopo l’ennesimo silenzio, il 16 dicembre verrà interpellata la Procura.

 03/01/2012 10:40