Inchiesta appalti, acquisiti atti al Ministero dell'Interno

Alessandro Biancardi

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NAPOLI. Documenti relativi agli appalti per la sicurezza a Napoli sono stati acquisiti ieri al ministero dell'Interno su mandato della Procura di Napoli.

 

L'acquisizione è avvenuta nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità nell'aggiudicazione delle gare, nella quale sono indagati tra gli altri il prefetto dell'Aquila, Giovanna Iurato, e il vicecapo vicario della polizia, Nicola Izzo. I pm titolari dell'inchiesta e il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo hanno fatto nei giorni scorsi un sopralluogo nella sede del Ced, il centro elaborazione dati della polizia che si trova nel parco di Capodimonte.

Proprio il trasferimento del centro dalla caserma di via Conte della Cerra all'edificio di Capodimonte sarebbe avvenuto, secondo gli investigatori, in maniera illegale, dal momento che la gara d'appalto sarebbe stata truccata. Dal sopralluogo è emerso che al lavoro per completare il trasferimento ci sono operai di ditte che non compaiono nei contratti di appalto; sulla circostanza sono in corso approfondimenti. Ulteriori attività istruttorie sono previste per la prossima settimana, dopodiché i pm dovrebbero chiudere le indagini. Nell'indagine è chiamata in causa anche Finmeccaninca e nelle scorse settimane Iurato è stata interrogata dalla procura per chiarire alcuni aspetti sull'appalto da 33 milioni di euro per il Centro elaborazione dati della polizia di Capodimonte.

L'inchiesta condotta dalla Procura di Napoli è stata avviata nei mesi scorsi per l'ipotesi di reato di associazione per delinquere e turbativa d'asta in riferimento a una serie di appalti per la sicurezza.

L’attenzione dei magistrati si è concentra sulle fatture emesse da alcune imprese controllate da Finmeccanica per la fornitura di apparecchiature di alta tecnologia.
Nell'indagine partenopea non sono emerse, al momento, ipotesi di fondi neri o tangenti. 
Il 22 aprile scorso i magistrati della Dda di Napoli - il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli - incaricarono gli agenti della Dia di perquisire la sede di Finmeccanica, in via Monte Grappa a Roma, nonché quelle di altre società del gruppo, come la Elsag Datamat, (a Roma, Genova e Napoli), Vitrociset (a Roma e Napoli), Engineering Ingegneria Informatica (a Roma), Cap Gemini Italia (Roma), Oit, Organizzazione impianti tecnologici (a Roma) e Selex Comunication (a Roma). 
Nei mesi scorsi i pm hanno ascoltato, tra gli altri, come persone informate dei fatti il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, quest'ultimo coinvolto nelle inchieste sugli appalti in Puglia. 
Tra gli indagati figurano Francesco Subbioni, funzionario di Elsag Datamat, e il suo collaboratore Guido Nasta. 
Il procedimento condotto dalla Dda partenopea rappresenta una "costola" dell'indagine sull'appalto Global Service per la manutenzione delle strade di Napoli.
Per un presunto tentativo di fuga di notizie i magistrati nei mesi scorsi disposero l'arresto di un investigatore della Dia accusato di aver copiato alcuni "file" riservati riguardanti le indagini sugli appalti per la sicurezza. 

09/10/2010 11.14