L’Aquila, Enel stacca corrente e toglie contatore. Dal Cus: «paghiamo conti non nostri»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Altri hanno consumato, a noi tocca pagare».

Non ha peli sulla lingua il presidente del Cus de L’Aquila (Centro universitario sportivo), Francesco Bizzarri, nel denunciare i disagi che stanno affliggendo gli impianti sportivi di Centi Colella.

A tre mesi dalla loro riapertura al pubblico (dopo due anni di chiusura per emergenza terremoto) «l’Enel avrebbe rimosso il contatore dell’energia elettrica, dopo aver staccato il 24 novembre scorso, la corrente». Un conto davvero salato, frutto di bollette non pagate. Bizzarri punta il dito contro la Protezione Civile perché le bollette, secondo lui, «risalgono al periodo in cui l’area era occupata da tendopoli e sotto il controllo della Protezione Civile». Nella riunione del consiglio direttivo, convocata ieri sera dal presidente, si sarebbe discusso un solo ordine del giorno «la situazione economica Cus ed i provvedimenti da prendere».

«Quanto meno», dice Bizzarri, «vista l’emergenza delle tendopoli, la Protezione civile avrebbe dovuto fare la voltura delle utenze o, nel momento in cui è andata via, provvedere immediatamente al saldo. C’è poi un altro dubbio: chi l’ha autorizzata ad usare le utenze intestate al Cus de L’Aquila?».

Al momento nessuna risposta e visto che la faccenda è ancora tutta da chiarire, il presidente fa appello alla Procura de L’Aquila perché faccia chiarezza. Si rivolge anche alle istituzioni (al Prefetto, Questore, Procuratore Capo del tribunale de L’Aquila, Commissario Delegato alla ricostruzione, il sindaco de L’Aquila).

«Non è giusto che l’Enel», conclude, «pur sapendo quanto successo a L’Aquila continui a prendersela con normali cittadini invece di interagire con istituzioni specifiche: dalla Protezione Civile al Comune de L’Aquila».

29/12/2011 09:30