L’Aquila, chiusura anticipata per i locali notturni. Scoppia la protesta «oltraggio inammissibile»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Locali notturni: nuova ordinanza del sindaco Massimo Cialente e si anticipa la chiusura.

I locali pubblici che somministrano cibo e bevande dovranno chiudere a mezzanotte la domenica, il lunedì, il martedì e il mercoledì. Giovedì, venerdì e sabato, invece, potranno restare aperti fino all’1. Il provvedimento è stato preso per «la salvaguardia dell’interesse pubblico» e il primo cittadino avverte che il Comune potrà comunque autorizzare deroghe in occasione di particolari ricorrenze e festività.

La notizia non è stata accolta bene da Azione Universitaria L'Aquila e Giovane Italia L’Aquila che parlano di un «gesto inatteso» e «oltraggio inammissibile per una città che basa molto le sue prospettive di rinascita sull'università e quindi sugli studenti, visto che sono praticamente questi che affollano i numerosi locali del centro storico».

«Noi», dicono le due associazioni, «ci sentiamo vicini agli universitari ed ai gestori dei locali che, coraggiosamente, cercano di far rinascere anche la vita notturna cittadina in un momento in cui si assiste ad uno spopolamento giovanile e studentesco».

Al posto di imporre ordinanze «improduttive ed autolesive, senza mai aprire un dialogo costruttivo con le varie parti sociali interessate», secondo Azione Universitaria e Giovane Italia, il Comune avrebbe dovuto trovare soluzioni alternative che tengano conto delle varie problematiche emergenti.

«Siamo contrari alla chiusura anticipata dei locali notturni perchè riteniamo che questo provvedimento non risolverebbe in alcun modo il problema dell'ordine pubblico», continuano i rappresentanti delle due associazioni. «Molte città universitarie stanno adottato politiche diametralmente opposte a quelle del nostro capoluogo, come la possibilità di prolungare la chiusura dei locali, potendo consumare le bevande solo all’interno degli stessi. Non possiamo accettare una politica puerile del ‘‘paga il giusto per il peccatore’’, è' troppo facile proibire anziché risolvere. Non è così che siamo abituati a lavorare, non è così che si risolvono i problemi».

ORDINE DEL GIORNO URGENTE

Intanto i consiglieri Verini Leopardi e Valentini hanno presentato un ordine del giorno urgente per «modificare con immediatezza» i termini di chiusura serali, ripristinando i vecchi orari. Basterà? «Se la situazione non dovesse cambiare», sottolineano Leopardi e Vittorini, «i ragazzi aquilani, verosimilmente, la sera saranno costretti a recarsi presso esercizi pubblici siti nei comuni limitrofi, con rischi maggiori dovuti agli spostamenti e con incremento di economie extraterritoriali». 21/12/2011 07:31