Snam, trattativa segreta sul metanodotto? «Il Comune sia chiaro. Ci svendono per 30 denari»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. «Come Giuda, anche il Comune di Sulmona sulla vicenda Snam svende il territorio per  30 denari».

Parole del Comitato cittadino Sulmonambiente che scaglia l’ennesimo dardo infuocato contro l’amministrazione Federico. La questione sulla presunta trattativa segreta tra Snam  e Comune (il Comune non ostacolerebbe il progetto in cambio di 4 milioni di euro per opere pubbliche), tiene ancora banco. Ne sono sempre più convinti i comitati ambientalisti che hanno fatto un esposto nei giorni scorsi al Prefetto de L’Aquila Giovanna Iurato  perché faccia chiarezza sul caso.

Intanto a lasciare sgomenti sono le dichiarazioni spiazzanti di Donato Di Cesare consigliere e capogruppo Pdl al consiglio braccato da una folla di manifestanti ed incalzato da Mario Pizzola (vicino all'area verdi).   «Il ministero dello sviluppo economico», dichiara, «dice che di fronte alla dichiarazione di pubblica utilità non c’è incompatibilità urbanistica  che tenga per la realizzazione del gasdotto».

Insomma il Comune è  favorevole o contrario?

E’ da tempo che i comitati cittadini si battono contro il progetto Snam metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km con una centrale di compressione a Sulmona e ad oggi non ci sono certezze.  La centrale è incompatibile con il piano regolatore generale del comune urbanistico del Comune. A scatenare le ira dei sulmonesi è l’atteggiamento non chiaro del Comune che formalmente si dice contrario al progetto ma nei fatti  non farebbe nulla per ostacolarlo. Sono passati tre mesi infatti da quando il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto all’Ente di pronunciarsi sul progetto della centrale e a fronte delle richieste dei comitati di convocare un consiglio, il Comune avrebbe però fatto spallucce. Il rischio che il Ministero interpreti il silenzio come assenso è molto forte.

E’ per questo che Sulmonambiente interviene senza mezzi termini.

«I miseri 4 milioni di euro di cui parlano sono l'equivalente dei 30 denari di Giuda», dice, «stanno mercanteggiando sulla nostra pelle. Stanno vendendo diritti che sono inalienabili e che quindi non hanno prezzo : il diritto alla vita di un'intera comunità e il diritto di questa comunità, e dei propri discendenti, di decidere democraticamente della gestione del proprio territorio».

Intanto martedì 13 dicembre a partire dalle ore 10, si terrà  a L’Aquila ,  davanti ai cancelli della Regione (Emiciclo), un sit in sulla questione Snam.

L'iniziativa è finalizzata a sollecitare la Regione ad assumere iniziative concrete in merito  al problema del metanodotto Sulmona-Foligno», che attraversa tutti i Comuni del cratere sismico, e sulla centrale di compressione che la Snam intende realizzare a Sulmona.

In occasione del "question-time" del 6 dicembre  l'assessore Di Dalmazio ha fornito risposte considerate «generiche» al vice Presidente del Consiglio Regionale Giovanni D'Amico, per cui «non si comprende», dice il comitato, «se e  quali atti il governatore Chiodi abbia finora compiuto per dare attuazione alla risoluzione approvata alla unanimità dal Consiglio Regionale d'Abruzzo il 18 ottobre scorso».

Lo stesso vice Presidente D'Amico, unitamente ad altri consiglieri, ha presentato una seconda risoluzione che sarà discussa nella seduta del Consiglio Regionale di domani 13 dicembre. Con questa seconda risoluzione, oltre all'attuazione degli impegni già previsti in precedenza, si intende impegnare il governatore Chiodi : «a trasmettere subito al Ministero dello Sviluppo Economico il parere contrario della Regione sul progetto Snam;  a fermare i procedimenti in atto presso le strutture della Regione; a richiedere che il Governo nazionale istituisca subito il tavolo per la individuazione di una soluzione alternativa, comunque al di fuori della dorsale appenninica».

Oggi, invece, lunedì 12 dicembre, a partire dalle ore 14,30,   i Comitati terranno un sit-in davanti al Comune di Sulmona dove è prevista la riunione del Consiglio Provinciale.  Scopo del sit-in è quello di sollecitare la Provincia (che è interessata dal metanodotto per 103 km su 168) ad attuare senza ulteriori ritardi gli impegni assunti in occasione del Consiglio Provinciale del 29 settembre scorso.

Ad oggi,  la Provincia non ha dato seguito a nessuno di quegli impegni.

12/12/2011 12:17