Picchiata e rapinata da rumeni, studentessa si era inventata tutto

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Denunciata per simulazione di reato una studentessa di L’Aquila. Picchiata dal fidanzato non voleva dirlo ai genitori.

La ragazza il 21 novembre aveva riferito ai poliziotti della Questura d’essere stata picchiata e rapinata da due rumeni mentre, intorno alle ore 17.00, transitava a piedi in Via Alba Fucens. La donna aveva raccontato di essere stata avvicinata dai due ragazzi che, dopo averla bloccata e dopo averla colpita con un pugno al volto, le avevano portato via il portafoglio. Le indagini immediatamente avviate dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di L’Aquila in seguito al grave episodio hanno evidenziato, tuttavia, alcune anomalie che, fin da subito, hanno spinto gli investigatori della Sezione Antirapina a effettuare ulteriori approfondimenti.

Ai poliziotti della Questura le ferite riportate dalla donna risultavano non del tutto compatibili con la ricostruzione della dinamica del fatto così come resa dalla vittima della rapina. I successivi accertamenti hanno permesso, infatti, di definire meglio i contorni della vicenda e, grazie anche alle ammissioni della stessa studentessa si è arrivati alla verità. La polizia ha dunque scoperto che alla base delle ferite riportate non vi fosse una rapina, bensì un violento litigio intervenuto, per futili motivi, fra la ragazza ed il suo compagno.

La prima ricostruzione dei fatti offerta alla Polizia dalla ragazza sarebbe nata, infatti, dall’esigenza di nascondere ai propri genitori l’ennesimo litigio con il suo compagno a loro, peraltro, poco gradito. Al termine delle indagini, pertanto, la giovane è stata denunciata alla Procura della Repubblica di L’Aquila per il reato di simulazione di reato.

06/12/2011 15:35