Segreti alla malavita, arrestati tre funzionari deI tribunale

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Segreti alla malavita, arrestati tre funzionari deI tribunale
L’AQUILA. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria dell'Aquila, su ordine del procuratore della Repubblica Alfredo Rossini (nella foto) e del sostituto procuratore Stefano Gallo, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Nei guai sono finiti tre pubblici funzionari di cui sono state fornite solo le iniziali O.L., D.P.A. e D.B.P. La procura sostiene di aver debellato un gravissimo fenomeno di illeciti favoritismi nei confronti di pregiudicati.

E' stato riscontrato, ad esempio, lo stretto rapporto di compiacenza che uno dei due cancellieri del Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila arrestati questa mattina (nella sua giurisdizione ricadono istituti carcerari in cui è applicato il 41 bis dell'ordinamento penitenziario), intratteneva con pregiudicati marsicani. A loro l’uomo comunicava informazioni, coperte da segreto, inerenti lo stato delle procedure adottate per la concessione di permessi o per altri tipi di autorizzazioni, in alcuni casi, giungendo persino a predisporre le relative richieste.

La Finanza che ha indagato sottolinea l’alta capacità di contrasto di ogni tipo di infiltrazione criminale anche negli uffici giudiziari, da parte della Magistratura stessa e delle Forze dell'Ordine, e nello specifico del Nucleo di Polizia Tributaria dell'Aquila, che ha coltivato l'indagine iniziata dalla Compagnia di Avezzano.

L'altro funzionario è un esponente del Coordinamento Interdistrettuale per i Sistemi Informativi Automatizzati (Cisia) abruzzese in servizio presso la Corte d'Appello di L'Aquila.

 Intuitiva, pertanto, è la delicatezza della funzione ricoperta e l'importanza che rivestiva tale funzionario per l'organizzazione informatica degli uffici giudiziari aquilani. Aver scoperto e dimostrato le gravi infedeltà commesse (sostanzialmente, di illecito supporto tecnico dei funzionari del Tribunale di Sorveglianza colpiti dalla misura), se per un verso impressione la stessa magistratura inquirente - sottolinea la Finanza - dall'altro garantisce anche in tal caso dell'efficienza dei sistemi dei sistemi di controllo di legalità interno agli ufficiali di polizia giudiziari. La magistratura, con questa indagine, assicura, pertanto, anche al suo interno una seria profilassi. Gli uffici giudiziari aquilani, al di la' dei singoli episodi di infedelta', sono risultati sani ed immuni da altri fenomeni di infiltrazione.

ORARI DI LAVORO

Ma gli inquirenti avrebbero scoperto anche una serie di atti pubblici falsi creati ad arte per coprire un diffuso fenomeno di assenteismo. L’altro scenario su cui è stata incentrata l'indagine ha riguardato, infatti, le illecite modalità con le quali venivano registrati gli orari di inizio e termine dal servizio presso il Tribunale di Sorveglianza. In merito, gli accertamenti svolti hanno consentito di riscontrare numerosi accessi illeciti al sistema informatico in uso presso il Ministero della Giustizia, effettuati dai funzionari ora sottoposti a misure cautelari, allo scopo di registrare orari di servizio in realta' non svolti dai colleghi infedeli, che in tali occasioni non erano presenti sul luogo di lavoro.

INTERCETTAZIONI E PEDINAMENTI

Le indagini sono state condotte grazie all’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche; pedinamenti ed osservazioni; consulenze telematiche e grafologiche; sequestri di hardware e software; perquisizioni degli uffici giudiziari, delle abitazioni e di altri uffici; audizioni di testimoni; riscontri incrociati su documenti anche giudiziari acquisiti. La collaborazione offerta dai magistrati e dal personale degli uffici giudiziari coinvolti e' stata completa, e ha non poco agevolato l'opera di ripristino della legalità violata dai funzionari infedeli. L'indagine si snodata su tre distinti filoni. In primo luogo,

CONCORSO DA AVVOCATI

L'ultimo aspetto oggetto d'indagine ha riguardato il pubblico concorso per l'abilitazione alla professione di avvocato che si è tenuto a L'Aquila lo scorso dicembre 2010. In tale circostanza, le indagini hanno fatto luce su un complesso ed articolato piano ordito dai pubblici funzionari (membri dell'organo di vigilanza ma prontamente allontanati dalla sede d'esame) con la collaborazione di un terzo soggetto, allo scopo di favorire una candidata partecipante all'esame di Stato. L'attività d'indagine, nel corso della quale si appurava che la Commissione esaminatrice aveva già autonomamente ritenuto non idonea la candidata che si era tentato di agevolare, non ha offerto aspetti d'interesse investigativo ulteriori a quelli scoperti e denunciati.

06/12/2011 11:30