Sub-speleologi nella Grotta a Male di Assergi

Alessandro Biancardi

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ASSERGI. Il 28 settembre scorso il mondo della speleologia è stato rivoluzionato da una spedizione speleosubacquea all’interno della Grotta a Male ad Assergi, in provincia de L’Aquila.

 

 Infatti, un gruppo di 17 speleologi delle associazioni Grotte e Forre Abruzzo, Gruppo Esplorazione Speleologica CAI Pescara e dell’associazione subacquea World Activity Club ha portato a termine una dura spedizione all’interno della grotta scoperta dal capitano Francesco de Marchi nel lontano 20 Agosto 1573. La spedizione è scesa per circa 80 metri di profondità prima di raggiungere la sala De Marchi dove era presente l’ingresso al primo lago.

I due speleosub, Sergio Agnellini (capo spedizione) e Francesco Mascioli (geologo, specialista in rilevamenti subacquei), si sono immersi arrivando fino ad una profondità di 18 metri dove hanno trovato due sifoni collegati con altri due laghi sotterranei.

Il primo è costituita da un’ampia stanza senza uscita, mentre il secondo è costituita da un’ampia stanza che ha un’uscita allo stesso livello del primo lago dove si erano immersi gli speleosub.

 Durante l’esplorazione la profondità massima raggiunta dai due speleosub è stata di 32 metri e l’immersione è stata portata a termine in 30 minuti ad una temperatura dell’acqua costantemente ad 8 gradi. Per la spedizione sono stati trasportati ad 80 metri di profondità ben 250 chili di attrezzatura molto delicata che è stata trasportata dal gruppo di speleologi che hanno organizzato l’esplorazione pianificando meticolosamente anche i minimi particolari. Per i sub invece le maggiori difficoltà sono state rappresentate dalla temperatura molto bassa dell’acqua e dal rischio di perdita di visibilità dei laghi sotterranei. La spedizione ha permesso, per la prima volta nella storia esplorativa della grotta, di documentare con videoriprese i meravigliosi ambienti sommersi della cavità, nascosti, fino ad ora, alla maggior parte degli speleologi. Sono stati, inoltre, individuati nuovi passaggi sommersi che saranno sicuramente l'obiettivo di future esplorazioni.

«L’intera spedizione», ha commentato il team, «ha avuto successo grazie alla grande preparazione tecnica di tutti i partecipanti, allo spirito di squadra e alla cura dei particolari a cui si è prestata molta attenzione durante tutta la fase dei preparativi»

07/10/2010 15.52