Tribunale Avezzano, per scongiurare la chiusura sciopero ad oltranza e occupazione

Alessandro Biancardi

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Tribunale Avezzano, per scongiurare la chiusura sciopero ad oltranza e occupazione
AVEZZANO. Sciopero a oltranza e occupazione della sede del tribunale di Avezzano da questa mattina.

Gli avvocati occupano all'alba il Palazzo di giustizia di Avezzano per protestare contro il rischio chiusura. Un blitz annunciato ma anticipato rispetto alle previsioni visto che l'occupazione sarebbe dovuta avvenire il 12 dicembre. Gli eventi delle ultime ore hanno pero' spinto il foro di Avezzano ad avviare subito la protesta. La clamorosa iniziativa e' partita all'alba quando un gruppo di avvocati e' entrato nella struttura e di giustizia avviando di fatto un'occupazione che andra' avanti a oltranza.

I dettagli della protesta sono stati organizzati nei giorni scorsi durante una partecipata un'assemblea diretta dal presidente dell'Ordine degli avvocati, Giovanni Colucci, e dal presidente della camera penale, Leonardo Casciere. A far scatenare le ire degli avvocati e dell'intera Marsica sono stati i provvedimenti assunti recentemente dal Csm.

 Nei giorni scorsi, infatti, c'era grande attesa per l'arrivo di tre nuovi magistrati ad Avezzano, che avrebbero risollevato le sorti della struttura, dandole una garanzia di sopravvivenza per il futuro. Due erano destinati al Tribunale e uno alla Procura. A sorpresa, invece, il Consiglio superiore della magistratura ha approvato a maggioranza un provvedimento che decide di rafforzare i Tribunali con sede nei capoluoghi di Provincia. I tre magistrati destinati ad Avezzano sono stati cosi' dirottati due a Teramo e uno a Pescara.

Gli avvocati e i procuratori della Marsica, i dipendenti e i funzionari del Palazzo di Giustizia, sono pronti a lottare contro la cancellazione dei piccoli tribunali che vedrebbe quindi anche la ‘soppressione’ (per essere accorpato ad uno più grande) del tribunale di Avezzano.

Il terzo Tribunale d’Abruzzo per mole di lavoro, a parità con Chieti e subito dopo Pescara e Teramo, rischia di perdere la propria autonomia. Si parla di un Tribunale che serve una popolazione anagrafica della Marsica di circa 140.000 abitanti (si calcola che vi sia un 25% in più non registrato all’anagrafe), un ammontare di circa 40.000 cause all’anno (il Tribunale di L’Aquila ne lavora circa 25.000).

Il Tribunale di Avezzano serve un territorio accidentato, specie d’inverno, che va da Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta sino a L'Aquila. Lì lavorano migliaia di persone tra avvocati, cancellieri, personale addetto, consulenti tecnici, professionisti, provenienti da tutto il territorio della Marsica. Gran parte dell'economia di Avezzano e della stessa Marsica gira intorno a questo Tribunale.

«Chiuderlo», protesta Lucia Proto, responsabile Donne Idv Abruzzo, «significherebbe uccidere l'economia e la legalità di tutto il nostro territorio. Centinaia di attività professionali ed economiche», rifletto proto, «funzionano grazie alla presenza del Tribunale: studi, copisterie, tabaccai, ristoranti, bar, negozi di abbigliamento, edicole, agenzie immobiliari, panifici, parrucchieri e tante altre ancora».

Nei mesi scorsi il ministro aveva garantito il suo impegno a mantenere in vita il tribunale di Avezzano e infatti arrivò anche l’assegnazione di tre nuovi giudici. Dopo qualche settimana, però, tutte e tre le nomine, (due per il tribunale e uno per la Procura della Repubblica) sono state revocate. Questo è stato interpretato come un chiaro segnale dal presidente dell'Ordine degli Avvocati, Giovanni Colucci, e dal presidente della Camera Penale, Leonardo Casciere: «significa che il tribunale è destinato a chiudere, con gravi conseguenze in ordine alla funzionalità della giustizia per tutti i cittadini della Marsica».

05/12/2011 09:27