Resti umani ritrovati nell’ospedale de L’Aquila? Asl smentisce

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1180

L’AQUILA. «Non erano resti umani ed erano conservati a garanzia paziente».

La Squadra Mobile ieri mattina ha operato il sequestro dell’ex reparto di anatomia patologica sostenendo di aver trovato resti anatomici, «molto probabilmente residui di autopsie o biopsie», feti, siringhe e medicine scadute. Ma la direzione della Asl dell'Aquila smentisce che quanto sequestrato sia classificabile come «resti umani». Si tratta, si legge in una nota, di «comuni prelievi istologici regolarmente conservati sotto formalina e in contenitori ermetici e, pertanto, assolutamente non a rischio infettivo».

 Secondo la direzione, inoltre, la conservazione è stata disposta dall'unità operativa, «a garanzia del paziente, per almeno sei mesi dal giorno della riduzione o dell'esecuzione dell'esame istologico. I 300 scatoloni in realtà sono 92 - si legge ancora in una nota - e anche se recano la scritta 'rifiuti speciali' sono stati utilizzati, in modo improprio, per stoccare il materiale in formalina».

La direzione della Asl sottolinea inoltre che il «locale posto sotto sequestro è situato in un edificio catalogato 'E' e non agibile», chiuso al pubblico dal sisma del 6 Aprile 2009, e che gli stessi locali saranno oggetto, a breve, di lavori di ripristino. Quanto ai farmaci scaduti, «crediamo che, a causa dei lavori di ristrutturazione dell'ex farmacia, qualche operaio abbia spostato alcuni scatoloni senza segnalarne il contenuto agli organi preposti».

«L'ospedale San Salvatore - conclude la direzione -, per lo smaltimento dei rifiuti speciali, si avvale di due ditte specializzate e regolarmente autorizzate dalla Regione Abruzzo. I rifiuti pericolosi a rischio infettivo sono prelevati giornalmente da operatori di una delle ditte incaricate e avviate periodicamente allo smaltimento secondo i termini stabiliti dalla legge. Nello stesso modo sono smaltiti i rifiuti pericolosi a rischio chimico e i farmaci scaduti». Il direttore Generale della Asl, Giancarlo Silveri, in accordo con la direzione sanitaria, ha disposto un'indagine interna.

23/11/20111 18.46