L’Aquila, Accademia dell’Immagine in difficoltà. Tatafiore: «c’è chi specula…»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Difende il nome dell’Accademia dell’Immagine e smonta le voci infondate su una sua possibile chiusura.

Andrea Tatafiore amministratore dell’ Accademia dell’Immagine, fiore all’occhiello della cinematografia  aquilana, parla dei problemi della struttura: dalla crisi economica post-sisma, alla situazione dei lavoratori, alle iniziative per rimetterla in sesto. L’Ente che contava sul sostegno del Comune de L’Aquila, della Provincia e della Regione Abruzzo, ha dovuto fare i conti con il terremoto e la conseguente mancanza di finanziamenti  fino a quel momento erogati.

«E'  per questo», spiega Tatafiore, «che abbiamo dovuto ridurre ogni costo e interrompere l'attività formativa in attesa del risanamento impossibile da affrontare senza copertura. Il mio mandato di amministratore e non di presidente, quindi di rappresentante legale dell'istituzione, e' puntuale e dettagliato e deve tendere alla tutela dell'Accademia, del suo patrimonio, dei dipendenti, degli studenti e dei creditori». Quanto alle voci  sull’uso improprio delle donazioni dell’ente, sulla chiusura e sui lavoratori, l’amministratore precisa che si tratta di  affermazioni non veritiere. «Le donazioni ricevute dall'Accademia, nel dopo terremoto», dice, «sono documentate e  vincolate a specifiche operazioni che i donanti hanno voluto. L’Accademia non e' chiusa e non chiuderà, vede solo sospesa la sua ordinaria attivita' in attesa del risanamento». E i dipendenti?Anche su questo punto Tatafiore assicura che sono e saranno tutelati.

«I 13 dipendenti, oggi 10, sono stati, nel numero di tre unita',  assunti dalla Scuola Nazionale del Cinema alla luce di una convenzione tra enti e Scuola voluta anche per tutelare i dipendenti dell'Accademia in attesa del risanamento; gli altri sono oggetto di un accordo sottoscritto i primi giorni di ottobre in cui i soci s'impegnano a supportate la Scuola Nazionale del Cinema nel reperire fondi comunitari così da poter impiegarli tutti in attesa del risanamento dell’ente». Il fatto poi  che il 27 maggio sia stata istituita a L’Aquila una sede della Scuola Nazionale del Cinema, secondo Tatafiore, «non significa che la Regione, la Provincia ed il Comune abbiano voluto rimpiazzare l’Accademia ma hanno voluto dare continuità alla formazione cinematografica in attesa del risanamento». Come avverrà il risanamento?  L’amministratore parla «di una vera e propria gara nei confronti di quelle imprese che vorranno proporre un project financing che permetta all'Accademia di avere rapidamente l'utilita' economica di cui necessita per essere risanata».

«Può ipotizzarsi» conclude, «in favore di chi ricostruirà l'Accademia l'uso esclusivo di una parte importante dell'immobile per un periodo di 18-20 anni».

21/11/2011 13:54