LA SENTENZA

Vaccini. Tar Brescia annulla esclusione bimbo da scuola

A Rovigo 98 famiglie pronte a no. Asl vicino Roma in difficoltà

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ROMA. Era stato escluso dall'asilo comunale perché non vaccinato, ma ora potrà tornare tra banchi e giocattoli: a riaprire le porte della scuola a un bimbo di Lovere, in provincia di Bergamo, è stato il Tar di Brescia. I giudici hanno infatti sospeso il provvedimento del Comune lombardo, che riteneva che per rispettare gli obblighi di legge non bastasse la sola presentazione della richiesta di vaccinazione inviata all'Azienda socio-sanitaria territoriale che la famiglia del piccolo aveva presentato al momento dell'iscrizione per l'anno scolastico 2017-18. D'altro avviso la famiglia: "Sostengono - spiega il loro avvocato Omar Cantaluppi - che l'obbligo di documentare le avvenute vaccinazioni entro il 10 marzo sia del tutto illegittimo, e che debba essere rivolto solo alle famiglie che hanno dichiarato con autocertificazione la copertura dei propri figli". La Camera di Consiglio tratterà il caso il prossimo 4 aprile. Intanto a Rovigo sono 98 gli 'under 17' che non sono vaccinati e non lo saranno per decisione irremovibile delle loro famiglie. Nella Usl 5 del capoluogo, in ogni caso, la copertura dell'azienda supera il 95%. Percentuali anche più alte nel Lazio - oggi c'è stata una riunione dei dg delle Asl in Regione, superata quota 97% - dove però è stata polemica tra l'Associazione dei presidi e la Asl Roma 6, quella che copre la zona dei Castelli Romani. La Asl, infatti, a causa di difficoltà tecniche con l'anagrafe vaccinale elettronica ha domandato alle scuole di chiedere alle famiglie di integrare entro il 20 marzo la documentazione sulle vaccinazioni.

"Disorganizzazione e scaricabarile - ha detto però il presidente dell'Anp Lazio Mario Rusconi - le scuole non possono farsi carico delle disfunzioni di altre amministrazioni". Nel Lazio, ricorda il referente dei presidi laziali, è stato siglato un protocollo tra Regione e Ufficio scolastico regionale: le scuole mandano alle Asl gli elenchi dei bambini, le Asl le restituiscono "integrate - si legge nel protocollo - con l'informazione comprovante lo stato vaccinale". Qualcosa però non è andata per il verso giusto nel cervello elettronico della sanità, e secondo Rusconi anche altre Asl non avrebbero ancora 'restituito' gli elenchi.

"Abbiamo inviato una richiesta straordinaria di collaborazione alle istituzioni scolastiche - spiega la Asl Rm 6 - per evitare il rischio di esclusioni ingiustificate dalla frequenza". Già mille 'inadempienti', aggiunge l'Azienda, sarebbero stati recuperati negli ultimi due giorni. "Sarebbero entrati a scuola lo stesso - la replica di Rusconi - perché essendo compito della Asl restituire alle scuole l'elenco dei vaccinati e dei non vaccinati, le scuole non si sarebbero certo prese la responsabilità di mandare via qualcuno". "Avevamo chiesto di consentire il completamento dell' anno a chi ancora non fosse stato in regola - il commento della presidente della commissione Scuola del Campidoglio Teresa Zotta (M5s) - ora apprendiamo che le difficoltà ipotizzate sono realtà. I disagi ricadono su famiglie, scuole e Asl".(