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Giochi d’azzardo: forse  regole più restrittive

Dimezzamento slot contro ludopatie. Decideranno Comuni e Regioni

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ROMA.  Si chiude con soddisfazione di tutti i protagonisti istituzionali - governo, Comuni e Regioni - il braccio di ferro sul riordino dei giochi, durato oltre un anno e mezzo. Un ambito, quello delle slot e delle vlt, che l'anno scorso ha registrato in valore una raccolta di 49,4 miliardi. Anche per questo il sottosegretario all'Economia con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta, ha definito quello di oggi "un risultato importante", senza nascondere però le difficoltà degli ultimi mesi. Soddisfatto anche il presidente dell'Anci Antonio Decaro e il suo omologo alla Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che ha parlato di "uno spartiacque importantissimo perché avvia un'azione di contrasto alla ludopatia e al contenimento del gioco d'azzardo". Al coro di elogi politico-istituzionale si contrappone però la Astro, che raggruppa gli operatori di settore. A detta del presidente Massimiliano Pucci l'intesa "sancisce in pratica l'abolizione del gioco lecito; a questo punto il governo che ha ceduto a tutte le richieste delle Regioni i dia una via d'uscita per tutti i posti di lavoro che si perderanno".

Tra i critici anche Sistema Gioco Italia (Confindustria), per il quale l'accordo, "sorprendentemente così emendato, non raggiunge gli scopi prefissi", ma anzi consente "l'espulsione del gioco lecito in Italia", contando però oltre 6mila imprese e 150mila occupati. Tornando all'intesa è bene segnalare che l'impasse è stata superata - del resto anche due giorni fa l'assessore della Lombardia per il Territorio Viviana Beccalossi aveva ribadito la sua opposizione al testo del governo, preoccupata per il dilagare della ludopatia - grazie a un confronto proficuo nelle ultime ore con le Regioni, che ha poi prodotto un emendamento che consente loro di "prevedere forme maggiori di tutela per la popolazioni" rispetto ai rischi "delle patologie afferenti la dipendenza da gioco d'azzardo". Per Baretta tuttavia si tratta di un giorno positivo: "abbiamo tenacemente perseguito l'intesa, nonostante in più circostanze poteva sembrare che mancassero le condizioni", ha sottolineato.

"Ma proprio l'unanimità di intenti che abbiamo raggiunto rappresenta la grande forza di questo accordo, capace di riportare a un alveo di normalità un settore che rischiava una pericolosa deriva". "Come sindaci - gli ha fatto eco Decaro - abbiamo ottenuto quello che volevamo, quello che le nostre comunità, le associazioni attive sul territorio, la rete del sistema sociale che ha a che fare ogni giorno con la ludopatia, ci chiedevano: il dimezzamento in 3 anni dei punti gioco, con la rottamazione delle macchinette più vecchie che verranno rimpiazzate con altre collegate con i Monopoli di Stato; la possibilità dei Sindaci di decidere le fasce orarie di chiusura, fino a 6 ore consecutive al giorno, imponendo la distanza da luoghi sensibili come scuole e chiese; l'aumento della qualità e della sicurezza dei punti gioco nei quali dovrà essere assicurato un accesso selettivo". Soddisfatto anche Bonaccini, "perché attraverso una prolungata collaborazione con il Governo si è riusciti ad adottare norme che fanno salve le situazioni più virtuose e incentivano al miglioramento quei territori che, senza un indirizzo nazionale, hanno visto crescere in maniera incontrollata il fenomeno delle slot e delle sale da gioco".

Il mondo della politica, soprattutto dem, saluta con favore l'accordo. Su tutti Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Antimafia, che parla di "passaggio storico che sana gli errori del passato e riduce in maniera molto significativa la domanda e l'offerta di gioco". Il comparto vale circa 10 miliardi di euro e la spesa (la differenza tra quanto giocato e quanto vinto) per le slot di nuova generazione è aumentata in valore del 9,6%, infatti in termini assoluti è stata di 10,2 miliardi contro i 9,3 'spesi' dei giocatori un anno prima.