"NUOVI" REATI

Cyberbullismo è reato: legge in vigore, regole più severe e specifiche

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Adolescenti già on line ad 11 anni: tra rischi e conseguenze

 

ROMA, 18 GIU - Una stretta sul web e il coinvolgimento delle scuole nel contrasto di quelle molestie online che in troppi casi hanno portato chi ne é stato vittima a togliersi la vita. Sono i cardini della legge sul cyberbullismo che entra oggi in vigore.

«E' un provvedimento importante con cui mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e ragazzi» ha commentato su twitter Valeria Fedeli, titolare del ministero dell'Istruzione che è già al lavoro per attuare il provvedimento. Il testo introduce per la prima volta nell'ordinamento la definizione legislativa di bullismo telematico, inteso come ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

Ma è cyberbullismo anche la diffusione di contenuti online per isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo. I ragazzi sopra i 14 anni (anche senza che i genitori lo sappiano) potranno chiedere direttamente al gestore del sito l'oscuramento o la rimozione dell'aggressione on line. Nel caso in cui il gestore ignori l'allarme, la vittima, stavolta con il genitore informato, potrà rivolgersi al Garante per la Privacy che entro 48 ore dovrà intervenire. Un compito speciale spetta alla scuola. In ogni istituto tra i professori sarà individuato un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo. Al preside spetterà il compito di informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e, se necessario, convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l'autore.

Più in generale, il Miur ha il compito di predisporre linee di orientamento di prevenzione e contrasto puntando, tra l'altro, sulla formazione del personale scolastico e la promozione di un ruolo attivo degli studenti, mentre ai singoli istituti è demandata l'educazione alla legalità e all'uso consapevole di internet. Alle iniziative in ambito scolastico collaboreranno anche polizia postale e associazioni territoriali. Il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo (salvo che il fatto costituisca reato) deve informare tempestivamente i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale o i tutori dei minori coinvolti e attivare adeguate azioni di carattere educativo. Come per lo stalking, per i 'bulli' online scatterà l'ammonimento del questore.