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Marchionne promette la fine degli ammortizzatori sociali: «rientreranno tutti al lavoro»

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Sevel, sindacati: «troppo stress, ripristinare 40 minuti di pausa»

VENEZIA.  Tutti i lavoratori di Fca rientreranno negli stabilimenti italiani entro il 2018. L'amministratore delegato Sergio Marchionne conferma a Lido di Venezia, al workshop del Consiglio Italia-Usa, di cui è presidente, che non solo gli obiettivi finanziari del gruppo saranno raggiunti ma anche quello sociale.

"Il nostro impegno per rafforzare la rete industriale continua. Lo abbiamo avviato già da tempo. E' stato sempre il nostro impegno anche se qualcuno non ci credeva", spiega. Non tutti i tasselli sono ancora a posto: utilizzano i contratti di solidarietà 867 lavoratori di Mirafiori e 1.081 di Pomigliano (per loro c'è stata la proroga di un anno pochi giorni fa), a Melfi sulla linea della Punto si ricorre alla cassa integrazione ordinaria. Lo stabilimento campano e quello torinese aspettano il nuovo modello e Marchionne ha confermato che il piano industriale al 2018 sarà aggiornato.

Proprio per questo per ora non ha in agenda alcun incontro con i sindacati. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim, chiede che, nella prossima riunione del Gec (Group Executive Council), vengano definiti i modelli proprio per raggiungere la piena occupazione nel 2018. "Siamo molto vicini all'obiettivo. Quattro anni fa circa 25.000 lavoratori, il 40% degli occupati, usava ammortizzatori sociali", sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim, che ricorda anche le 6.400 assunzioni effettuate dal 2014 al 2016 con un saldo positivo di circa 3.000 occupati. "Confidiamo di incontrare Marchionne nei prossimi mesi per conoscere il nuovo modello di Pomigliano, l'ulteriore investimento per Mirafiori e avere chiarimenti sulla futura missione della Maserati di Modena", afferma Gianluca Ficco, responsabile Fca per la Uilm.

"Abbiamo premura - spiega - anche a causa della scadenza degli ammortizzatori sociali perché il Jobs Act pone pesanti limiti al loro utilizzo e quindi è importante che le nuove missioni produttive portino rapidamente alla piena occupazione". "Ci sono tutte le condizioni - sostiene Roberto Di Mauro, segretario generale del sindacato autonomo Fismic - perché l'obiettivo della piena occupazione nel 2018 negli stabilimenti italiani venga raggiunto". Continua a essere scettica la Fiom. "In questo momento ci sono ammortizzatori sociali a Mirafiori, abbiamo appena rinnovato i contratti di solidarietà a Pomigliano. Allo stato attuale il ritorno al lavoro per tutti è un obiettivo", dice Michele De Palma, coordinatore Fca della Fiom. "Per fare partire un nuovo modello - osserva - ci vuole almeno un anno e siamo a giugno 2017. Quindi entro il 2018 Mirafiori, Pomigliano e Melfi dovranno avere modelli che garantiscano a tutti il lavoro. E' una battaglia che anche noi stiamo facendo. Sarebbe importante iniziare a discutere anche in Italia di auto elettriche e ibride".