BANCHE

Nuova Carichieti, i lavoratori chiedono chiarezza

Fisac Cgil: «troppi silenzi e nessuna risposta»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

653

“Salva banche”, petizione all’Europa, bando per la vendita e ricorso al Tar

ABRUZZO. Dopo lo “choc” della risoluzione delle vecchie banche, i lavoratori delle 4 Nuove Banche, chiedono chiarezza.

Le segreterie degli organismi sindacali aziendali Fisac/Cgil fanno notare che un anno dopo l’intervento del Governo Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria e CariFerrara sono state ripulite dalle sofferenze cedute a prezzi scontati, risanate e ripatrimonializzate, sono state studiate e analizzate dai potenziali acquirenti, in qualche caso concorrenti, che le hanno rivoltate come un calzino ma poco o nulla si conosce delle eventuali condizioni poste dalla Proprietà e dalle Banche che hanno concorso a finanziare l’Autorità di risoluzione delle crisi presso Banca d’Italia.
Tra le condizioni poste ci sono la valorizzazione negativa del perimetro aziendale rispetto al valore del complesso delle attività e passività di ciascuna Nuova Banca, l’ utilizzo di modelli per il calcolo degli attivi a rischio che comporterà il passaggio di molti crediti deteriorati a sofferenze con conseguente cessione a terzi e l’esito dei confronti con la BCE in merito all’entità dell’aumento di capitale richiesto al/ai potenziali acquirenti.
Ma il sindacato è chiaro: «in tanti mesi ormai trascorsi (che si aggiungono alla precedente fase di amministrazione straordinaria) , in attesa della cessione sul mercato, nessun progetto industriale per le 4 Nuove Banche».
Secondo il sindacato proprio l’assenza di un assetto definitivo della proprietà e degli assetti societari ha comportato interventi spot anziché veri e propri piani di rilancio: «non sappiamo se ai tavoli di trattativa siano stati presentati “piani d’impresa” dai potenziali acquirenti né se siano stati richiesti dall’Autorità di risoluzione; nulla di emerge in merito a progetti e conseguenze sull’economia dei territori coinvolti».

Silenzio anche sulle scelte della Società veicolo "REV - Gestione Crediti S.p.A.", costituita a gennaio 2016 per gestire i crediti in sofferenza ceduti - a prezzi stracciati - dalle 4 vecchie banche.
Eppure la gestione e la ristrutturazione di tali crediti produce effetti sul territorio e sulle relazioni di clientela delle 4 Nuove Banche.
La proroga dei termini per la cessione delle 4 Nuove Banche, concordata con la Commissione UE, dovrebbe consentire la ricerca di soluzioni non traumatiche.
«Ma resta senza risposta», insiste il sindacato, «cosa si intenda effettivamente fare delle 4 Nuove Banche e delle altre banche, assicurazioni e società controllate e/o partecipate, ora che il prezzo pare non essere più la discriminante. Riservatezza estrema sul fattore lavoro e sulle condizioni poste ai tavoli di trattativa per i lavoratori occupati alle dipendenze delle 4 Nuove Banche e nelle attività dell’indotto. Abbiamo chiesto conto dei “ procedimenti aperti, trasparenti, non discriminatori e competitivi ” a presidio della cessione delle 4 nuove banche, prototipo italiano (auspicabilmente non ripetibile ) del “burden sharing”.