SCIACALLI

Sisma. Rubati i pc della nuova scuola di Acquasanta

Sindaco,'sciacalli infami'. Papa,'verro''. A Rieti vertice pm

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Sisma. Rubati i pc della nuova scuola di Acquasanta

ACQUASANTA TERME (ASCOLI PICENO). "Sciacalli infami". Li chiama così il sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni. Sono i ladri che la notte scorsa hanno rubato dieci pc portatili dalla Scuola media 'Nicola Amici' di Acquasanta Terme, l'unica agibile del comune terremotato, una struttura antisismica in legno inaugurata il 14 settembre scorso, mentre i bambini delle elementari e delle medie vanno a lezione in una tensostruttura. L'indignazione è corale, e il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha subito attivato "la task force del Miur impegnata nelle aree del terremoto, affinché i ragazzi possano avere al più presto nuovi pc grazie alle donazioni che stiamo ricevendo". Equitalia ha già risposto all'appello, ma "al di là del valore materiale della strumentazione - osserva la dirigente scolastica di Acquasanta, Patrizia Palanca, che invoca ''il massimo della pena per i responsabili'' - come si fa a rubare ai poveri, a chi non ha più niente?''. ''E' il gesto che fa male'' incalza il sindaco: ''Noi stiamo lottando per non far morire il paese, ci giochiamo tutto ogni giorno, e in Italia c'è gente così, che non ha vergogna...''. Come i due falsi soccorritori sorpresi, sempre ad Acquasanta, con un furgone carico di aiuti e giocattoli per i bambini a poche ore dal sisma, il 2 settembre. E arrestati. Stavolta gli 'sciacalli' sono entrati da una finestra lasciata aperta. Il prefetto di Ascoli Piceno Rita Stentella annuncia ''l'intensificazione della vigilanza sulle scuole'' delle zone terremotate, al termine di una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Ma il disinganno dei ragazzini, ''già tanto spaventati - ricorda Palanca - che avevano festeggiato da poco la loro nuova scuola'' rimarrà. Una giornata triste, mitigata dalle notizie arrivate da piazza San Pietro, dove papa Francesco, al termine dell'udienza generale, si è fermato a parlare con i sindaci di Arquata del Tronto e Ascoli Piceno e il vescovo mons. Giovanni D'Ercole, confermando che farà visita alle zone terremotate ''in forma privata''. Della delegazione della diocesi ascolana facevano parte anche la stessa Palanca e un centinaio di terremotati. Come Roberto e Ilaria Ruggeri, di Capodacqua, frazione di Arquata, genitori della piccola Speranza, nata a luglio e battezzata domenica scorsa a Pescara del Tronto, il borgo raso al suolo dal sisma.

"'Speranza', un nome simbolo di fiducia" per mons. D'Ercole. "Santità, venga a trovarci, a vedere le nostre terre martoriate" ha chiesto diretto il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci, al pontefice: ''mi ha risposto che verrà, che non è venuto finora, e non verrà subito perché non vuole interferire con i soccorsi", ma lo farà. Una data ancora non è stata fissata, ma Arquata è già al lavoro per ''far trovare al papa una terra che si rialza, ed è capace di farlo''. Fra Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo sono già 14.280 i sopralluoghi condotti dai tecnici Aedes sugli edifici pubblici e privati colpiti dal terremoto: il 49% degli immobili privati è stato dichiarato agibile, il 31% inagibile. Oggi a Rieti si è tenuto un vertice fra il pool di magistrati che indaga sul sisma e gli investigatori: la procura si appresta a rimuovere i sigilli dal 50% circa dei 68 edifici pubblici e privati di Amatrice e Accumuli messi sotto sequestro nell'ambito dell'inchiesta, e nominerà altri periti per compiere accertamenti sui crolli.