IL MISTERO

Migliaia di ricette mediche provenienti dall’Abruzzo nella Terra dei fuochi

La denuncia di padre Maurizio Patriciello

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Migliaia di ricette mediche provenienti dall’Abruzzo nella Terra dei fuochi

ABRUZZO. Giovedì pomeriggio padre Maurizio Patriciello, che da anni combatte in Campania per denunciare il dramma della Terra dei Fuochi, è andato nelle campagne tra Afragola, Caivano, Acerra e Casalnuovo per registrare il programma “A sua immagine” di Rai Uno scoprendo un fatto sconcertante che raccontato in un post sul profilo Facebook.

Il prelato dice di aver trovato tra i rifiuti migliaia di ricette mediche provenienti dall’Abruzzo.

Come ci sono arrivate lì? Don Patriciello proprio non sa spiegarselo ma racconta: «tra le mille porcherie di varia natura riscontrate giovedì nelle campagne tra Afragola, Caivano, Acerra e Casalnuovo, abbiamo trovato migliaia di ricette mediche con tanto di nome e cognome del paziente, del medico curante e del farmacista, provenienti dalla Sicilia e dall’ Abruzzo. I sacchi sono strapieni. Chi fu incaricato di dargli fuoco, chissà per quale motivo, non lo ha fatto. E le ricette stanno là in bella vista. A dispetto della privacy dei pazienti. Così chiunque può venire a sapere di che cosa soffriva Tizio e quale malattia ha portato a morte Caio».

Ma questo è il minimo. La domanda, per il momento ancora senza risposta è: come sono arrivate in Campania? Chi ce le ha portate? Perché?

«Non è logico, non è conveniente attraversare mezza Italia per smaltire in modo illecito quintali di carta. Perché non lo hanno fatto in Sicilia e in Abruzzo?», continua don Maurizio.

«È lecito pensare che chi ha ricevuto l’ incarico per smaltire legalmente le ricette, e non lo ha fatto, abbia ricevuto anche l’ incarico per smaltire rifiuti ospedalieri o altro? Attorno alle ricette scampate al fuoco è un solo, immenso rogo».

«Ma chi dovrebbe sequestrare questi sacchi e provvedere a denunciare i delinquenti?», continua il prelato. «Quelle ricette con tanto di timbro, data e di firma dicono molto di più di quel che appare a prima vista. Ammettiamolo. Con umiltà e sofferenza. Le province di Napoli e Caserta sono diventate la pattumiera d’Italia. Questa è la cruda verità. Che tanti rifiuti arrivassero dal centro e nord Italia lo abbiamo sempre saputo. Camorristi pentiti e magistrati ce lo hanno detto a chiare lettere».

Secondo don Maurizio le regioni Campania, Sicilia e Abruzzo «hanno il dovere di indignarsi e chiedere scusa ai cittadini. Chiamare i volontari e ringraziarli. Avviare procedure contro i delinquenti che continuano a fare scempio della nostra terra. E provvedere a mettere fine a questo scempio. Le ricette incriminate stanno a dire che il traffico illegale e spietato dei rifiuti speciali non è finito. E non finirà finché chi ci governa non decide per davvero di farlo finire».