BANCHE

Visco: «Bankitalia ha sempre agito nella legge, anche con le 4 banche salvate»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

181

Visco: «Bankitalia ha sempre agito nella legge, anche con le 4 banche salvate»

ROMA. Bankitalia ha agito e agisce nella legalità "minuto per minuto" e l'impossibilità di rivelare i contenuti delle ispezioni trasmessi alla magistratura è un obbligo di legge: se si vuole cambiare si deve rivedere la norma. Ignazio Visco torna a difendere l'operato della banca centrale italiana, ricordando al contempo la collegialità delle decisioni introdotta con la riforma del 2005 e rivendicando come con l'intervento sulle 4 banche si sia salvata la stabilità finanziaria. Adesso si spera che i nuovi acquirenti, dice davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato per illustrare la relazione sulla gestione e sulle attività del 2015, possano anche ipotizzare un indennizzo per i risparmiatori. In altri casi non si è agito nello stesso modo, osserva Visco, perché nel frattempo è stato creato Atlante per intervenire sulle banche Venete, ad esempio.

L'utilizzo del Fondo interbancario, bocciato a suo tempo dall'Europa per salvaguardare Banca Etruria, Banca Marche, Carihieti e CariFerrara, è stata una sconfitta del Paese sicuramente penalizzato: dice di affermalo senza polemica, dal cambio di tre governi in tre anni, quelli cruciali per la discussione sull'Unione bancaria. Se ne sono avvantaggiati Spagna e Germania, invece, ma in ogni caso nessuna banca italiana, nonostante la dura crisi, è tecnicamente fallita, afferma in sostanza Visco.

Il caso di Veneto banca e Popolare Vicenza era emerso nel corso degli anni, ricorda: "abbiamo trovato irregolarità gravi e sono state segnalate". Il governatore spiega l'attività della banca, azione complessa, spiega, tanto che talvolta non se ne percepisce fino in fondo l'ampio raggio di intervento, soprattutto a tutela del risparmio. In questo senso va anche l'esame dei ricorsi presentati dalla clientela: 10.300 e su sollecitazione di via Nazionale le banche hanno restituito 65 milioni ai correntisti colpiti da improprio addebito di oneri. Alle numerose domande dei parlamentari, Visco risponde invece ribadendo in più occasioni che il provvedimento adottato per ovviare alla crisi delle 4 banche nel novembre scorso ha comunque il merito di aver evitato una minaccia alla stabilità finanziaria. In ogni caso, dice, chi ha venduto illecitamente i bond che hanno colpito i risparmiatori "deve pagare". In ogni caso "forse nel ricapitalizzare o nel vendere la banca - sottolinea il numero uno di Palazzo Koch - metodi per indennizzare in parte coloro che hanno perso i soldi possono essere pensati dai nuovi proprietari, con warrants e altri tipi di interventi". Sull'opportunità di rendere noto quanto emerso nelle ispezioni sugli istituti coinvolti Visco ripete invece che per "le rivelazioni delle ispezioni di Bankitalia è previsto un reato penale e possiamo farlo solo alla magistratura".

Puntualizza quindi che "se riscontriamo irregolarità interveniamo" e rivendica appunto che "Bankitalia sta nella legge minuto per minuto". Sull'altro tema caldo per le banche, la crisi degli istituti del Veneto, Visco vuole dissipare nel finale di audizione ogni sospetto di particolari 'attenzioni' e tiene a precisare che "La Banca d'Italia non ha mai usato Banca Popolare di Vicenza per niente: tutte le ipotesi di aggregazioni" per quell'istituto "sono state fatte da loro e quella con Etruria" e saltata per volontà dell'istituto toscano: tempo fa "abbiamo chiamato sia Vicenza sia Veneto Banca per farle confrontare perché erano due banche non quotate, e c'era la possibilità di scambio di azioni a prezzi non di mercato" ma tutto è fallito "per motivi interni" alle due banche per le difficoltà nel realizzare questo processo nel quale l'istituto centrale è intervenuto solo come "facilitatore della comunicazione".