BANCHE E TRACOLLI

Attesa per il discorso di Visco sulla situazione delle banche

Martedì in programma la relazione di Bankitalia su trasparenza, aggregazioni, sofferenze

Redazione Pdn

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La Carichieti (s)venduta all’asta a febbraio

Visco, Banca d'Italia

ABRUZZO. Banche salvate, in crisi, in trasformazione, a corto di capitale. In cerca di nuova leadership o in procinto di unirsi. Un assetto in definizione per il mondo delle Popolari e, soprattutto, la necessità di scrollarsi di dosso il peso di pagine buie con un'operazione trasparenza diretta a clienti e consumatori. Nel mondo bancario in pieno fermento c'è attesa per le parole del Governatore Ignazio Visco, che martedì pronuncerà le sue considerazioni finali numero cinque.

Che, come di consueto, oltre a fare il punto del sistema creditizio, ospiteranno un'analisi precisa del momento economico del paese e una serie di indicazioni alla prossima azione politica. Intanto dopo il salvataggio di Popolare Vicenza attraverso il paracadute del fondo Atlante si cerca di limitare i danni su Veneto Banca con la prossima Ipo, mentre anche Unicredit, banca sistemica mondiale, si sente poco bene, per così dire, e a breve sceglierà il nuovo a.d e la nuova cura che non è escluso debba passare per un aumento di capitale, sebbene tutti cerchino di scongiurarlo.

Su tutto il sistema creditizio pesano poi 360 miliardi di crediti deteriorati a fine 2015 (il 18,1% del totale dei crediti verso la clientela), tra questi quasi 200 miliardi di sofferenze lorde (196,9 miliardi a marzo contro i 196,1 del mese precedente quando erano scese dai 202 miliardi di gennaio).

E nonostante le rassicurazioni, gli accantonamenti, i collaterali e tutto quello che viene messo in evidenza nei bilanci per cercare di tenere calmi i mercati, le sofferenze nette sono comunque 83,6 miliardi.

Visco prenderà la parola nel tradizionale appuntamento con la stampa e il gotha economico del Paese che, però, quest'anno è stato scisso dal via libera al bilancio dell'istituto, approvato a fine aprile secondo un calendario che si allinea alle scadenza delle altre banche centrali dell'Eurosistema.

Le autorità di vigilanza dei mercati stanno attraversando un momento di tensione e forti polemiche soprattutto sul tema della trasparenza e della tutela dei piccoli risparmiatori. Brucia ancora sulla pelle di molti correntisti la risoluzione, di fatto il fallimento pilotato, delle quattro banche regionali (CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria) con la creazione di quattro Banche ponte, o Good bank, come le chiamano i più ottimisti, da collocare sul mercato entro la fine dell'estate. Compratori cercansi, quindi, per queste piccole realtà territoriali, per alcune delle Popolari più grandi trasformate in Spa e magari per Mps, il più grande degli istituti 'convalescenti'.

Vengono salutate quindi con favore le nozze tra Banco Popolare e Bpm andate in porto pochi giorni fa dopo qualche stop and go e un paio di udienze in Bce per correggere qualche passaggio su governance.

La relazione di Visco con ogni probabilità inserirà il discorso sul credito all'interno del sistema macroeconomico internazionale e soprattutto nazionale. Perché se è vero che gli Npl crescono e gli impieghi languono la causa va ricercata nella ripresa che stenta ancora a crescere, come ha lamentato da ultimo il neo presidente degli industriali, Vincenzo Boccia, all'assise degli industriali. Con un Pil in crescita modesta tutto diventa più difficile.

Contrattazione, riforme strutturali, P.a più efficiente, maggiore integrazione europea saranno certamente tra le ricette indicate dal Governatore che forse non mancherà di dedicare ancora una volta un tributo alla politica monetaria della Bce, capace di sostenere da sola i timidi segnali di risveglio del Vecchio Continente. Ma tutto potrebbe apparire vano se, come ha già detto Visco lo scorso anno, alle mosse di Francoforte non si accompagna la ripresa, che pure sembra finalmente arrivata.