LA PROTESTA

Vigili del fuoco, «rischiamo la vita e non siamo tutelati»

Chiesto incontro con i prefetti

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Vigili del fuoco, «rischiamo la vita e non siamo tutelati»

ABRUZZO. I rappresentanti sindacali del Conapo mercoledì prossimo chiederanno di essere ricevuti dai Prefetti territoriali ai quali diranno di farsi portavoce verso il governo del malessere dei Vigili del Fuoco dovuto al trattamento che ricevono dallo Stato.

Una iniziativa simultanea in tutte le province d’Italia, fanno sapere dal sindacato.

«Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato e siamo impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’ assunzione sino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello Stato, eppure – spiegano Giuseppe Giampaglione e Renzo Angelozzi, segretari provinciale del Conapo Chieti e Pescara– siamo il Corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri corpi, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della politica nei nostri confronti».

«I Vigili del Fuoco teatini, come quelli di tutta Italia, sono stanchi di come vengono trattati e non chiedono privilegi ma pari dignita’ lavorativa con gli altri corpi. Vengano i politici a rischiare la vita al posto nostro», puntualizzano dal Conapo.

Istituti contrattuali consolidati degli altri corpi dello stato non sono riconosciuti ai vigili del fuoco e questo porta il personale operativo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ad essere il fanalino di coda dei dipendenti pubblici dei vari comparti cosi come si evince dai rapporti annuali della Ragioneria dello Stato.

A livello locale il comando di Chieti è costretto ad operare con automezzi di soccorso vetusti e personale sotto i limiti consentiti per non parlare delle difficoltà economiche per le spese di manutenzione ordinaria di mezzi e attrezzature.

«Chiediamo più attenzione da parte del Governo per le degradate condizioni del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco e dei suoi dipendenti ormai ridotti all'esasperazione», chiudono Giampaglione e Angelozzi.