IL DETTAGLIO

Ecco il decreto che dispone gli indennizzi per i clienti delle 4 banche fallite

Polemiche e disparità: il Codacons fa ricorso al Tar

Redazione Pdn

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Ecco il decreto che dispone gli indennizzi per i clienti delle 4 banche fallite

Padoan

ROMA. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi, del Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoane del ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha approvato finalmente ieri sera il decreto legge che reca “disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione”.

 Il decreto legge dispone misure per il rimborso degli investitori nelle quattro banche poste in risoluzione nel novembre 2015, misure a sostegno delle imprese e misure di accelerazione delle attività di recupero crediti.


INDENNIZZI:  VIA TETTO DA 100 MILIONI

Il decreto prevede rimborsi ai clienti delle 4 banche oggetto della procedura di risoluzione nel novembre scorso (Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Chieti) che hanno investito in obbligazioni delle banche stesse.

Coloro che hanno acquistato le obbligazioni entro il 12 giugno 2014, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea della Direttiva per il risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie (BRRD) da parte delle istituzioni dell’Unione europea, possono richiedere indennizzi automatici o accedere alla procedura arbitrale. Coloro che hanno investito in obbligazioni successivamente a tale data possono accedere alla procedura arbitrale prevista dalla legge di stabilità per il 2016.

In entrambi i casi le risorse vengono attinte dal Fondo di solidarietà istituito con la legge di stabilità per il 2016. Per il Fondo di solidarietà viene eliminato il tetto di 100 milioni di euro di ammontare che era stato previsto nella stessa legge di stabilità.


INDENNIZZI AUTOMATICI PER ACQUISTI PRIMA DI 12 GIUGNO 2014

Gli investitori che hanno acquistato entro il 12 giugno 2014 obbligazioni emesse dalle 4 banche oggetto della procedura di risoluzione nel novembre scorso possono chiedere al Fondo l’erogazione di un indennizzo automatico se ricorre una delle seguenti condizioni:

patrimonio mobiliare dell’investitore di valore inferiore a 100.000 euro posseduto al 31 dicembre 2015;
ammontare del reddito lordo ai fini Irpef dell’investitore nell’anno 2015 inferiore a 35.000 euro.
 

80%

L’importo dell’indennizzo automatico è forfettario, pari all’80% del corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari detenuti alla data di risoluzione delle banche in liquidazione, al netto di oneri e spese connessi alle operazioni di acquisto e della differenza tra rendimenti ottenuti e tasso sui Btp.

L’istanza di erogazione dell’indennizzo forfettario è indirizzata al Fondo e deve indicare il nome, e l’indirizzo (anche digitale) dell’investitore, la banca in liquidazione presso la quale sono stati acquistati i titoli, gli strumenti finanziari acquistati, le rispettive quantità, gli oneri connessi all’acquisto. L’investitore deve anche allegare la documentazione relativa al contratto di acquisto delle obbligazioni, i moduli di sottoscrizione o l’ordine di acquisto, le attestazioni degli ordini acquisiti, copia della richiesta di pagamento alla banca in liquidazione del credito relativo agli strumenti finanziari subordinati, una dichiarazione sulla consistenza patrimoniale o sull’ammontare del reddito.

Il Fondo verifica la completezza della documentazione, la sussistenza delle condizioni, calcola l’importo dell’indennizzo e procede alla liquidazione.

 

 

IN SINTESI

-RIMBORSO AUTOMATICO, MA CON PALETTI: il ristoro forfettario fino all'80%, senza arbitrato, purché ricorra una delle due condizioni, cioè un reddito lordo sotto i 35.000 euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100.000 euro.

 

- OBBLIGAZIONISTI COINVOLTI: saranno circa 5.000 i risparmiatori che avranno diritto ai rimborsi automatici, "un po' più della metà" dei circa 10.000 obbligazionisti coinvolti dal crack delle banche. Ma, l'invito alla prudenza è del ministro Pier Carlo Padoan, al momento è ancora meglio "essere cauti".

 

- RIMBORSI DA FONDO BANCARIO, MA NON RAZIONATI: «non c'è il rischio che ad un certo punto qualcuno arriva e non trova più i soldi», assicura Padoan, spiegando che l'ammontare del fondo bancario da cui arriveranno i rimborsi «dipenderà dall'effettiva implementazione, non solo di chi chiede il rimborso automatico ma anche degli esiti dei processi arbitrali».

 

- CHI ACCEDE ALL'ARBITRATO: il rimborso forfettario degli obbligazionisti delle quattro banche vale per tutti quelli che hanno acquistato obbligazioni entro la data del 12 giugno 2014.

«Rimangono fuori soltanto 158 persone che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati. Definirli truffati è un po' difficile, ma avranno la possibilità di ricorrere all'arbitrato», spiega il premier Matteo Renzi.

 

 

CODACONS: «DECRETO IRRICEVIBILE SUBITO RICORSO AL TAR»

 

«Del tutto irricevibile» per il Codacons il decreto varato oggi dal Consiglio dei Ministri che dispone i rimborsi.

 

L’associazione impugnerà il decreto al Tar del Lazio per ottenerne l’annullamento dinanzi la Corte Costituzionale.

«I criteri fissati dal Governo sono a vanvera, senza senso e del tutto illogici – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Tutti i risparmiatori sono stati danneggiati allo stesso modo, ma senza alcuna valida motivazione gli indennizzi saranno parziali e pari all’80% del valore delle obbligazioni, e verranno disposti solo in favore di soggetti con reddito basso e patrimonio immobiliare sotto i 100mila euro, lasciando ingiustamente fuori tutti gli altri e creando inaccettabili discriminazioni».

«Con questo decreto i risparmiatori sono stati danneggiati per la seconda volta, e per questo invitiamo tutti gli obbligazionisti a non accettare le condizioni assurde imposte dal premier Renzi – prosegue Carlo Rienzi – Il decreto presenta infatti evidenti profili di incostituzionalità, tali da portare il Codacons ad impugnare le misure annunciate oggi al Tar del Lazio, al fine di ottenerne l’annullamento dinanzi la Corte Costituzionale».