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Ruby Ter, a Pescara il processo per Miriam Loddo

Il gup ha spacchettato il processo a carico di Berlusconi e altre 30 persone

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Miriam Loddo

Miriam Loddo

PESCARA. Il gup di Milano, Laura Marchiondelli, ha 'spacchettato' il procedimento sul caso Ruby ter in cui Berlusconi è imputato insieme ad altre trenta persone, e con al centro l'accusa di corruzione in atti giudiziari e ha disposto la trasmissione degli atti per competenza territoriale in altri sei tribunali.

Una parte con 16 imputati rimane a Milano. Mentre altre posizioni, con sempre l'ex premier imputato, sono state trasferite a Torino, Pescara, Treviso, Roma, Monza e Siena.

E così a Milano rimane l'ex premier con altri 23 imputati, compresi quelli accusati solo di falsa testimonianza, mentre traslocano a Roma il cantante che allietava le serate ad Arcore Mariano Apicella, a Monza le showgirl Elisa Toti e Aris Espinosa, a Pescara l'ex 'meteorina' Miriam Loddo, a Treviso la bionda ex protagonista del Grande Fratello Giovanna Rigato, a Siena il pianista Danilo Mariani e a Torino la soubrette Roberta Bonasia.

Loddo, 33 anni originaria di Atri, ex meteorina del Tg4 di Emilio Fede , un diploma da ragioniera in tasca, ha frequentato la facoltà di Psicologia La Sapienza ma anche la scuola di recitazione Jenny Tamburi. Loddo faceva parte della scuderia di Lele Mora e nel suo curriculum c'è qualche apparizione da corteggiatrice nel programma pomeridiano 'Uomini e Donne' di Canale 5.

La ragazza ha sostenuto che la sera in cui Ruby venne rilasciata dalla questura di Milano e affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti anche lei era presente.

Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini contestò la circostanza facendo però notare che questa circostanza non era supportato da alcun atto di indagine.

Ma lei ha sempre insistito: «Io c'ero e non ero in strada, ero sopra dentro un ufficio, sono entrata senza che nessuno mi chiedesse i documenti». Il pm ha spiegato però che la ragazza non parlò di questa circostanza nei due verbali di indagini difensive del 26 ottobre e del 2 novembre 2010. In quei verbali Loddo aveva raccontato soltanto che quella sera fu chiamata da Michelle Conceicao e lei poi avvisò Berlusconi del fatto che Ruby si trovava in questura.

Al pm e al giudice Giulia Turri che le hanno chiesto perché quella notte era andata in questura, Loddo ha risposto: «Sono una persona di cuore». E il pm Boccassini ha replicato: «Pure lei?». E la ragazza ha aggiunto: «Sono fatta così, mi commuovo anche davanti ai cartoni animati».
La pescarese ha poi raccontato davanti ai giudici che anche lei, come diverse altre ragazze che erano presenti alle serate ad Arcore, riceveva mensilmente 2.500 euro da Silvio Berlusconi.

A LAVORO A PESCARA
Ora i magistrati dei sei uffici giudiziari dove il giudice ha trasmesso gli atti, per la parte di loro competenza, dovranno di nuovo riformulare la chiusura delle indagini.
Intanto il procuratore aggiunto Pietro Forno e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, titolari dell'indagine, hanno preso la parola in aula per il loro intervento con il quale ribadiranno la richiesta di processo per il leader di Forza Italia e le ragazze ospiti alle feste a villa San Martino.

«Ci sono tanti giovani che devono fare pratica, giovani aspiranti avvocati che a questo punto trotteranno per tutta Italia per seguire questi procedimenti», ha commentato il professore e legale di Silvio Berlusconi, l'avvocato Franco Coppi. Il legale ha spiegato che «la decisione del giudice va rispettata e non discussa». Tra l'altro, il provvedimento del gup ha accolto in parte le richieste delle difese, tra cui alcune dei legali di Berlusconi, rappresentato anche dall'avvocato Federico Cecconi.

I pm, invece, avevano chiesto al gup che tutto il procedimento restasse a Milano. Oggi comincerà la discussione dei pm per ribadire la richiesta di rinvio a giudizio delle posizioni rimaste a Milano