NIENTE SOLUZIONE

Banche, palude senza fine. Si corre per Atlante. Giù titoli Borsa

Consob accende faro. Ue attende dettagli. Il nodo prezzo per Npl

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Salva banche:  60 miliardi di obbligazioni subordinate in circolo: ecco i rischi

ROMA.  Corsa contro il tempo per il fondo Atlante della Sgr Quaestio che punterebbe a chiudere le adesioni in tempo utile per intervenire come rete di sicurezza nell'aumento di capitale della Popolare Vicenza e poi in Veneto Banca mentre in Borsa crollano i titoli del settore dopo due giornate di forti rialzi e la Ue attende maggiori dettagli prima di pronunciarsi. Un andamento finito anche sotto il faro della Consob visto che a pesare sui titoli, specie delle banche maggiori più esposte, sono state le voci che vedono Atlante acquistare i crediti deteriorati a prezzi attorno a quelli di carico (e quindi notevolmente superiori ai valori di mercato con conseguente perdita potenziale per i sottoscrittori) e le indiscrezioni contenute in una bozza circolata sulla stampa nel primo pomeriggio. La Commissione ricostruirà così il flusso informativo e l'operatività sui titoli mentre in serata fonti del governo hanno definito la bozza "non affidabile", certamente "non è una delle ultime bozze di lavoro circolate tra gli addetti". Nella bozza che indica il termine del 28 aprile per le adesioni (ma che non reca valori economici decisivi come il rendimento atteso) si riportano poi le parole già usate dalla Bce nella lettere di richiesta di patrimonializzazione a Vicenza e Veneto Banca. Un fallimento dell'aumento potrebbe avere gravi conseguenze fino al bail in.

Uno scenario e parole già note quindi ma che nella giornata odierna hanno aumentato la volatilità di un mercato che non ha ancora chiari i dettagli e i potenziali rischi dell'operazione. In Atlante, i cui advisor sono Bofa e Bonelli Erede, Unicredit e Intesa Sanpaolo dovrebbero impegnarsi per una forchetta fra gli 800 milioni e 1 miliardo mentre Ubi sarebbe sotto quella cifra e il Banco Popolare (impegnato per l'altro nel 'suo' aumento da 1 miliardo di euro per la fusione con Bpm) a un livello molto più basso. Oltre alla Cdp con una quota molto bassa per evitare le ire di Bruxelles, ci sono poi gli altri istituti medi presenti all'incontro al Mef di ieri: Credem, Creval, Bper, Bnl e Popolare Sondrio. Anche la Cassa di Ravenna del presidente Abi Patuelli valuterà l'adesione. Anche Poste sta valutando se essere della partita. Patuelli ha giudicato con favore il fondo "privato e non di sistema" che non sarà un ostacolo agli investimenti stranieri (vedi Apollo o Fortress) ma in "sana concorrenza" che eviterà "svendite". E se le fondazioni sembrano confermare il loro impegno (500 milioni) molte banche attendono dettagli e risposte ai loro quesiti per poter portare l'operazione all'attenzione dei rispettivi cda nei prossimi giorni. In queste ore proseguono i contatti fra i vari soggetti per definire la dimensione e i partecipanti. Poichè il fondo è volontario infatti (e non obbligatorio come quello del salvataggio delle 4) ogni consiglio deve valutare attentamente l'adesione per evitare rischi e contestazioni in futuro. Problemi sintetizzati dal docente della Bocconi Carlo Alberto Carbevale Maffè: "struttura legale e patrimoniale, governance ed economicità di gestione, profili antitrust e conflitti d'interesse, nonché effetti sull'indice di capitale CET1".