DISINTEGRAZIONE

Rom. In Italia ancora segregazione, inclusione ancora lontana

Ieri giornata internazionale

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ROMA.  Siamo quasi all'anno zero nel progetto di inclusione di rom e sinti, ma soprattutto nel nostro Paese non ci si allontana dal concetto dei 'campi', perseverando così - indirettamente - nella logica della segregazione e della discriminazione. Si è quindi ancora ben lontani dagli obiettivi fissati nella Strategia Nazionale d'Inclusione, relegando buona parte dei circa 180 mila rom e sinti a una condizione abitativa precaria. L'allarme, l'ennesimo, lo lancia l'Associazione 21 luglio che ieri- in occasione della Giornata internazionale dei rom e sinti - ha presentato al Senato il rapporto 2015 che ha scandagliato lo stato dell'arte sulle due comunità.

Tra i partecipanti anche il presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato Luigi Manconi, che non ha mancato di richiamare l'attenzione sul rispetto dei diritti delle minoranze. Nonostante tra le priorità della Strategia nazionale d'inclusione ci sia il superamento della 'politica dei campi', "in Italia, nel 2015, si sono continuati a registrare - ammonisce il rapporto - interventi mirati alla costruzione di nuovi 'campi' o alla manutenzione straordinaria di quelli esistenti". Si tratta di interventi che - da Vicenza a Genova, da Pistoia a Napoli, sino a Lecce - "reiterano politiche che negli anni hanno restituito marginalizzazione e violazioni dei diritti umani, hanno interessato circa 1.780 persone, a fronte di un impegno economico superiore ai 14 milioni di euro". Nel 2015, ricorda l'Associazione 21 luglio, sono state numerose le raccomandazioni indirizzate all'Italia dagli enti di monitoraggio internazionale - tra cui la Commissione Europea contro il Razzismo e l'Intolleranza (Ecri) - che hanno richiamato gli amministratori nazionali e locali a promuovere politiche di desegregazione abitativa nei confronti dei rom oggi confinati nei 'campi'. "Forti responsabilità", viene sottolineato, sono imputabili a Regioni e Comuni ("visto che hanno un ruolo determinante nella trasposizione della Strategia in misure concrete"), ma anche all'inefficacia dell'Unar, vale a dire il punto di contatto nazionale per l'attuazione della Strategia, "che continua a non esser messo nella posizione di poter svolgere adeguatamente la propria funzione".

Severo il richiamo di Luigi Manconi: durante la presentazione del rapporto ha affermato che "difendere i diritti delle minoranze significa difendere i nostri diritti, perché i diritti - è bene ricordarlo - non sono divisibili. La mia Commissione si occupa molto di rom e sinti - ha ricordato - perché è un tema difficile nell'ambito della convivenza nel nostro Paese e anche perché ancora oggi i rom e i sinti continuano a subire un trattamento denigratorio, e al momento mi sento di dire che sono i più perseguitati tra i perseguitati". Sempre oggi Giovanna Martelli di Sinistra Italiana ha sollecitato il Parlamento a calendarizzare e approvare la proposta di legge di iniziativa popolare che si propone di realizzare il riconoscimento di Rom e Sinti nel rispetto degli articoli 3 e 6 della Costituzione". Infine l'Unar ha colto l'occasione della giornata internazionale per riunire il tavolo interistituzionale, partecipato dai principali dicasteri ma anche da Anci, Istat e dai rappresentanti dei comuni di Roma, Milano e Napoli. La riunione, ha spiegato il direttore Francesco Spano, è servita, tra l'altro, a fare il punto sulla questione del superamento degli insediamenti.