IL PREZZO

Corruzione Sanità costa 6 miliardi all’anno: problemi in una Asl su 3

2 mln di italiani hanno pagato bustarelle

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

113

 Corruzione Sanità costa 6 miliardi all’anno: problemi in in una Asl su 3

 

 

 

ROMA. Un male dilagante e, apparentemente, irrefrenabile. E' la corruzione nella Sanità italiana: 'fagocita' 6 mld di euro l'anno, sottratti ad innovazione e cura dei pazienti per finire nelle tasche di corrotti e corruttori. Un male contagioso che ha coinvolto ben una asl su 3 in Italia, ed un malcostume che imperversa anche fra i cittadini se 2 mln di italiani hanno pagato bustarelle per ottenere favori e 10 mln hanno effettuato visite mediche 'in nero'. E' un quadro fosco quello che emerge in occasione della prima Giornata nazionale contro la corruzione in Sanità, anche se contro tale ''reato odioso'', come lo ha definito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il governo è sceso in campo con un piano forte. "La sanità, per l'enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma'', ha avvertito il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. E lo confermano i dati che emergono dal Rapporto 2016 'Curiamo la corruzione', presentato oggi e curato da Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanita' e Rissc: in ben il 37% delle asl si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi 5 anni, ''non affrontati in maniera appropriata'', e il 77% dei dirigenti sanitari ritiene che ci sia il rischio concreto che all'interno della propria struttura si verifichino fenomeni di corruzione. Tre sono gli ambiti maggiormente a rischio: quello degli appalti, delle assunzioni e degli acquisti. Con una 'falla' preoccupante: l'esame dei Piani anticorruzione, previsti dalla Legge 190/2012, di 230 aziende sanitarie, rivela che nel 40% dei casi si sono limitate a un adempimento formale dell'obbligo di legge e solo una struttura sanitaria su 4 ha risposto in pieno alle norme. Che il settore sanitario "continui ad essere tra i più colpiti dal virus della corruzione, con ben 2 milioni di italiani che hanno pagato 'bustarelle''', lo afferma anche il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, ricordando come da gennaio 2014 a giugno 2015 la Guardia di Finanza abbia scoperto frodi e sprechi nella spesa pubblica sanitaria che hanno prodotto un danno erariale per 806 milioni di euro. Parla appunto di ''reato odioso, perchè incide in modo diretto sulla qualità di cura delle persone più fragili e perché commesso in danno dei malati'', il ministro Lorenzin.
Che rilancia il piano con cui il governo è sceso in campo per vincere la sfida contro il malaffare: ''Nessuno in passato - ha detto - ha prodotto sul terreno della lotta alla corruzione in Sanità quanto ha fatto questo Governo. E su questa strada continueremo ad operare". Varie le misure avviate: "Nella Legge di stabilità 2016 è stato introdotto l'obbligo per tutte le aziende sanitarie di effettuare acquisti in modo accentrato e, su mia proposta, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto in materia di conferimento degli incarichi di direttore generale nelle Aziende sanitarie sulla base di criteri meritocratici". Ma altro ''grande strumento contro la corruzione - ha concluso - è la trasparenza dei dati. Per questo nel Patto per la salute 2014-2016 sono stati previsti non soltanto il rafforzamento dei controlli nelle aziende sanitarie, ma anche un Patto per la sanità digitale e un piano di evoluzione dei flussi informativi del Nuovo sistema informatico sanitario".